L'Ocse: il 2009 sarà ancora nero

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 20 Marzo 2009 | 10:10
Le stime per il nuovo anno lasciano poco spazio a ottimismi. E’ quanto espresso dal segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria. Un opinione che ribadisce quanto comunicato anche dalla Banca Mondiale, nelle parole di Robert Zoellick. Dobbiamo prepararci al peggio?

Notizie poco rassicuranti per coloro che cercano un po’ di fiducia da parte del mercato, o perlomeno qualche buona parola in veste di placebo. Dopo la Banca Mondiale, anche l’Ocse ha ridotto le stime di crescita per il 2009. Secondo l’organizzazione il 2009 sarà un anno di crescita negativa a livello mondiale, “perche’ l’andamento positivo di India e Cina (il cui Pil dovrebbe aumentare tra il 6 e il 7% quest’anno) non potra’ compensare quello negativo” dei Paesi piu’ industrializzati. Insomma, gli attori convincenti saranno pochi, e non basteranno a sostenere l’intera scena.

Tale opinione è stata espressa dal segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico, Angel Gurria, durante una conferenza stampa a Pechino. Nei giorni scorsi anche la Banca mondiale e il Fondo monetario avevano previsto un’economia mondiale in contrazione nell’anno in corso.

Il presidente dell’istituto di Washington Robert Zoellick, in particolare, prima della riunione dei ministri delle Finanze e dei banchieri centrali del G-20, venerdì 13 marzo a Londra, aveva affermato che il mondo intero sarà in recessione nel 2009, “per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale”. Con la piccola differenza, che in macerie questa volta è andata la fiducia dei risparmiatori nel mercato e nelle istituzioni che lo governano. Un’ecatombe morale più che fisica. 

Riprende quindi il doloroso repeat della parola “recessione”. Il problema vero, è che fa male sentirla pronunciata da persone che continueranno, più o meno, a fare la medesima vita di sempre.

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