Il mercato da fiducia a Geithner

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Avatar di Redazione 24 Marzo 2009 | 07:45
Il piano di salvataggio di AIG del Segretario del Tesoro americano Geithner, è stato accolto con successo dalle Borse di tutto il mondo.

Prima vera giornata di gloria per il Segretario al Tesoro Usa Geithner, subissato di critiche già in un paio di occasioni ed invitato addirittura a dare le dimissioni per lo scandalo AIG. Il suo piano di salvataggio infatti, è stato accolto con entusiasmo dalle Borse di tutto il mondo. Quando il 10 febbraio scorso lo stesso Geithner aveva annunciato che stava preparando un piano per togliere dai bilanci delle banche gli asset tossici, senza però fornirne i dettagli, la reazione delle Borse era stata rabbiosa con ribassi di oltre il 4%.

Gli investitori erano rimasti delusi dalla mancanza di dettagli nella presentazione del piano e il mercato lo aveva bocciato senza indugi. Il piano presentato ieri si fonda su un meccanismo di  incentivi per stimolare gli investitori privati ad acquistare gli asset tossici (mutui ipotecari, prestiti al consumo) che stanno creando enormi problemi al sistema bancario e al flusso dei crediti verso le imprese.
Il Tesoro metterà a disposizione una cifra compresa fra i 75 e 100 miliardi di dollari per creare dei fondi di investimento che acquisteranno titoli tossici. I privati sono invitati a partecipare a questi fondi con quote di capitale fra il 20% e il 50%. Una volta dotati del capitale iniziale, questi fondi potranno aumentare il loro potere d’azione indebitandosi in un rapporto di 6 a 1 fra debito e capitale. A prestare i soldi sarà la FDIC(Federal Deposit Insurance Corporation), l’agenzia pubblica che assicura i depositi delle banche americane. Il ruolo della FDIC è centrale nel piano Geithner: sarà alla FDIC, infatti, che le banche manifesteranno l’intenzione di vendere un certo ammontare di obbligazioni tossiche. A quel punto l’agenzia organizzerà un’asta fra i vari fondi specializzati e finanzierà il vincitore. Il piano non ha bisogno di approvazione da parte del Congresso perché attinge dai fondi già stanziati per la Tarp varata dal governo Bush.

In sostanza, utilizzando da $75 a $100 miliardi in parte proveniente da versamenti di contribuenti e in parte da investitori privati, il programma dovrà generare fondi pari a circa 6 volte questa somma, generando così fondi pari a $500 miliardi di dollari con cui acquistare i titoli tossici. Il piano si basa su tre principi: in primo luogo massimizzare l’impatto di ogni dollaro dei contribuenti, utilizzando i finanziamenti del governo in partnership con FDIC e Federal Reserve, sfruttando al contempo gli investimenti in arrivo dal settore privato. In secondo luogo, il programma assicura che, nello scenario peggiore, gli investitori privati finiranno per perdere l’intero investimento, mentre i contribuenti condivideranno gli eventuali ritorni redditizi. Infine, si riduce la possibilità’ che il governo spenda troppi soldi per rilevare gli asset, visto che sarà la concorrenza tra gli investitori a stabilire il prezzo dei prestiti e dei titoli acquistati tramite il programma. 

Anche Obama ha dato il suo via libera al piano e afferma dice che il mercato del credito comincia a sbloccarsi e anche nel mercato immobiliare ci sono ‘barlumi di speranza’, ma ammette che l’economia ha ancora una strada lunga per uscire dalla crisi.
Il mercato valutario, che per tutta la giornata aveva visto il dollaro recuperare, proprio sulla base dei timori legati alle precedenti reazioni al piano, si è ribaltato e il biglietto verde ha perso tutto quello che aveva inizialmente guadagnato. Anche la sterlina ne ha beneficiato, il che è tutto dire.
E stanotte ci ha pensato anche lo Yen a scendere in modo impulsivo, creando le condizioni per movimenti di medio termine interessanti e che continuiamo a sostenere da tempo. Yen e dollaro devono correggere al ribasso e le condizioni per un indebolimento strutturale della divisa giapponese ci sono tutte.

Ovvio che l’aumento dell’appetito al rischio sostiene il recupero generalizzato di listini e di valute ex alti tassi, mentre le cosiddette valute rifugio sono a rischio, in quanto comunque valute da finanziamento. Oggi il mercato aspetta solamente che vi sia una Banca Centrale che cominci ad esprimere preoccupazione per i livelli di inflazione, dopo tutta la liquidità immessa, perchè ciò sarebbe il segnale definitivo che il peggio è ormai alle spalle. Quel giorno sarà il giorno della partenza di nuovi trend, con movimenti che devono ancora iniziare a correggere il disastro del mese di ottobre, che non dimenticheremo facilmente.

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