Obama, tutti uniti sconfiggeremo la crisi

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 24 Marzo 2009 | 09:40
Il presidente americano Barack Obama ha fatto appello alla coesione tra paesi, ai fini di abbattere la crisi. Un atteggiamento che rafforza la sua figura di leader e che sta regalando ai mercati un periodo di ripresa che, si spera, si tramuti nella tanto sperata riscossa.

Che Barack Obama si stia mostrando girono dopo giorno un uomo di polso è un dato di fatto. Che stia centralizzando su di se (a torto o a ragione solo il tempo potrà dirlo) le speranze di gran parte dell’opinione pubblica è aspetto altrettanto noto. Lo troviamo così ieri a Parigi, nelle vesti di un novello condottiero.

In un momento così difficile, serve una concertazione di intenti. Secondo quanto riportato  dai principali quotidiani internazionali, Obama ha chiesto ai leader del G20, alla vigilia del summit di Londra, “un’azione coraggiosa, ampia e coordinata. Le sfide poste dalla crisi economica mondiale non possono essere affrontate con soluzioni a metà nè con gli sforzi isolati di un singolo Paese”.

Ora i leader del G20 hanno la responsabilità di adottare un’azione che non solo metta in moto il recupero, ma lanci una nuova epoca di impegno economica così da evitare che si produca di nuovo una crisi come questa. Nessuno può negare che la necessità di agire sia urgente: la crisi creditizia e di fiducia ha attraversato le frontiere e ha conseguenze in tutti gli angoli del Paese. E’ in pericolo la prosperità di tutti i Paesi, ma anche la stabilità di governi e la sopravvivenza di popolazioni intere nelle parti più vulnerabili della terra. L’azione internazionale coordinata è l’unico strumento che può evitare un’assunzione di rischi tanto irresponsabile come quella che ha provocato questa crisi: per questo, mi impegno ad approfittare di questa opportunità per proporre ampie riforme del nostro sistema regolatore e supervisore”.

Indipendentemente dal discorso logicamente generico (ma Obama ha mostrato chiaramente di convincere sul lato pratico), fa comunque impressione vedere un carisma e una decisioni politica di questo tipo. Per come siamo abituati in Italia, tra nani e ballerine, potremmo non reggere sul piano emotivo.

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