Pil Usa, in prospettiva è qualitativamente molto positivo

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di Finanza Operativa 29 Gennaio 2018 | 13:30

A cura di Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda
EuroZona: fiducia e attività alle stelle ma la Bce rinvia qualsiasi modifica della politica monetaria espansiva. L’avvio del 2018 vede confermarsi le aspettative degli operatori finanziari sopra la media del 2017, con l’impatto negativo di alcune incertezze politiche più che compensato dal recente brillante andamento della borsa. Anche la fiducia al consumo è cresciuta al massimo dall’8/00, sostenuta dai continui miglioramenti economici e occupazionali. I PMI indicano anche un aumento dello slancio dell’economia dal passo già migliore dell’ultimo decennio. In questo contesto, la crescita di M3 è decelerata ma la Bce ha lasciato la sua politica monetaria invariata sia nella sostanza (tassi e QE) sia nella comunicazione (tassi bassi a lunga, ciclo forte ma Cpi debole, cambio osservato ma non obiettivo) rinviando al prossimo meeting i primi possibili cambi nella comunicazione della politica monetaria, che verranno adottati per preparare il mercato alle modifiche sostanziali che partiranno però solo sul finire dell’anno.
US: Pil in decelerazione ma molto positivo qualitativamente in prospettiva. L’attività si è confermata brillante, tra moderati cali sequenziali, comunque sopra le elevate medie recenti, o riavvicinamento ai massimi (Chicago, Richmond e Kansans City Fed, Pmi, Indice principale). Lo stesso è valso per l’immobiliare (prezzi e vendite in decelerazione ma media annua massima dal 2008), l’occupazione e il benessere dei consumatori. Il Pil del 4° trimestre ha registrato una decelerazione ma solo per il contributo negativo di scorte e net export pari a -1.8%. Tutti gli altri componenti hanno registrato aumenti dei contributi positivi al Pil, con i consumi prevalenti e la componente domestici ai massimi dal 2014. Anche gli investimenti sono in forte ripresa, indicando che le imprese sono ottimiste circa l’evoluzione attesa. In sostanza, l’economia è talmente forte che è andata oltre le proprie attuali capacità domestiche, attingendo a scorte e import per soddisfare la domanda.
UK: occupazione forte ma potere d’acquisto reale in calo. Pil sopra le attese ma modesto. Il tasso di disoccupazione trimestrale è rimasto stabile al minimo dal 7/75, a fronte di un aumento del numero di occupati per l’aumento del tasso di partecipazione, che accresce perciò la capacità potenziale. La crescita trimestrale dei salari si conferma ai massimi dal 12/16 ma non accelera, nonostante il contesto di pieno impiego e resta ancora insufficiente a compensare la diluizione del potere d’acquisto conseguente all’inflazione, ai massimi da 5 anni. I dati mensili mostrano i primi segnali dell’impatto delle incertezze legate all’evoluzione delle negoziazioni sulla Brexit e alla compattezza della maggioranza al governo ma sono ancora vicino ai dati migliori dal 1975. Trainato dal ciclo mondiale, il Pil trimestrale è cresciuto più delle attese sebbene il tendenziale resti al minimo dal 2012. L’UK è uno dei due paesi tra i principali (l’altro è la Spagna) a non aver avuto una revisione al rialzo delle attese nell’aggiornamento stime del Fmi.

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