Possa lo scenario goldilocks continuare!

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di Finanza Operativa 30 Gennaio 2018 | 15:30

A cura di Jens Peers, CFA Global Chief Investment Officer di Mirova, e Hervé Guez, Global Head of Research di Mirova
Negli ultimi anni i mercati sono stati benevoli per gli investitori azionari e obbligazionari. Cercando di rimettere in moto l’ economia globale e affrontando le conseguenze della crisi dei subprime, le Banche Centrali di tutto il mondo hanno mantenuto bassi i tassi d’ interesse (in alcuni casi anche negativi) e pompato denaro nel sistema finanziario. Di conseguenza, il rischio di recessione è stato basso. Anche il rischio di surriscaldamento dell’ economia è stato ridotto in quanto gli investimenti privati sono aumentati solo lentamente, l’incertezza politica è stata elevata e la fiducia dei consumatori relativamente bassa.
In combinazione con un’inflazione generalmente bassa, tutto ciò ha creato essenzialmente uno scenario goldilocks per gli investitori che prevediamo che continuerà nel 2018. Esiste tuttavia una differenza importante. Con l’aumento della fiducia nella solidità della ripresa economica mondiale, nel 2017 le banche centrali hanno iniziato a rivedere le politiche, che prevediamo proseguiranno nel 2018. In questo scenario, vediamo per i mercati una minore liquidità e tassi di interesse in aumento in tutto il mondo. Si tratta, nel complesso, di una buona notizia per i rendimenti azionari attesi nel 2018, ma potrebbe essere più negativa per gli investitori obbligazionari. Il rischio geopolitico rimane quello maggiore per i mercati globali, in particolare le tensioni tra Iran e Arabia Saudita. In Europa, le elezioni nazionali potrebbero intensificare il dibattito intorno a un’ulteriore disgregazione dell’ Unione europea.
La nostra tesi d’investimento si basa sulla convinzione che la società stia attraversando quattro grandi transizioni e che ognuna di esse avrà conseguenze enormi per l’organizzazione della nostra economia. La prima transizione è guidata dalla demografia, con l’invecchiamento della popolazione, la crescente importanza dei millennials e delle donne nelle nostre economie, l’urbanizzazione e l’aumento della classe media nei paesi emergenti come principali fattori trainanti. Una seconda transizione è quella ambientale, con l’urgente necessità di trovare soluzioni ai cambiamenti climatici e all’esaurimento delle risorse naturali. Una terza transizione è di natura tecnologica, con la tecnologia che gioca un ruolo più importante in tutti gli aspetti della nostra vita.
Infine, stiamo anche attraversando una grande transizione in termini di governance, sia per gli Stati che per le imprese, che devono affrontare una crisi di globalizzazione e agire insieme nell’ interesse generale e per il bene comune. Consideriamo la polarizzazione della politica nel 2017 come un’ ulteriore prova che queste transizioni stiano diventando sempre più visibili. Questi temi sono stati i principali argomenti del dibattito politico degli ultimi tempi: focalizzazione locale contro la globalizzazione; popolazione più anziana contro popolazione più giovane; città contro aree rurali; uomini contro donne, ecc.
La nostra capacità, come società e come economia, di affrontare tali transizioni ad un ritmo sostenibile sarà la chiave del successo. La soluzione non è la polarizzazione, ma la cooperazione. Non si tratta di tornare alla vecchia economia, ma di investire nell’ istruzione, concentrandosi sull’ uguaglianza di genere, sulla riscossione di esborsi fiscali equi, ecc. Riteniamo che questi temi diventeranno saranno sempre di più i motori del ritorno degli investimenti nel 2018 e oltre. Il movimento #MeToo e l’ annuncio da parte di Facebook di iniziare a registrare i ricavi nei paesi in cui vengono generati, che dovrebbe portare ad un gettito fiscale più elevato nei paesi coinvolti, sono una recente prova di questo.
Ciò ha implicazioni sia positive che negative. Investire sui mercati significa anche possedere titoli azionari e obbligazionari esposti negativamente alle suddette transizioni. Gli investitori dovranno tenere a mente queste transizioni quando costruiranno i loro portafogli. Per il 2018 vediamo buone opportunità di investimento in energia, risorse naturali (acqua), tecnologia e healthcare.
La continua ripresa economica mondiale dovrebbe portare ad un aumento della domanda di energia e acqua. Ci aspettiamo un aumento dei prezzi del petrolio, che renderebbe le alternative più competitive sotto il profilo dei costi.
Inoltre, la necessità di trovare soluzioni ai cambiamenti climatici e all’esaurimento delle risorse naturali, unitamente al fatto che i progressi tecnologici hanno reso le soluzioni efficienti dal punto di vista energetico e le fonti energetiche rinnovabili più economiche e affidabili, dovrebbero determinare un aumento della domanda. Ci aspettiamo che il disaccordo politico sulle energie rinnovabili negli Stati Uniti determini una maggiore volatilità, ma non ci aspettiamo che ciò abbia un impatto negativo significativo a lungo termine. Al contrario, qualsiasi pullback potrebbe costituire un buon punto di ingresso. Ci aspettiamo inoltre che i fornitori di soluzioni idriche industriali performino bene, in quanto gli investimenti CAPEX dovrebbero accelerare nel 2018.
Nel 2017 si è discusso molto delle valutazioni tecniche. Anche se le valutazioni non sono certamente a buon mercato, non crediamo che siano in prossimità dei livelli di bolle. Crediamo inoltre che alcuni investitori stiano sottovalutando la necessità che la nostra economia integri soluzioni ad alta tecnologia per essere in grado di competere a lungo termine, e tendenze come i grandi dati e il cloud computing non faranno che accelerare questa necessità. D’ altro canto, dal momento che la maggior parte delle imprese tecnologiche pagano appena le imposte sul reddito, il dibattito su un trattamento fiscale equo, soprattutto nell’ Unione europea, potrebbe ridurre la velocità di crescita degli utili nel 2018 e oltre.
Infine, i titoli healthcare hanno registrato un difficile andamento nel 2017, dovuto alla mancanza di visibilità sulla riforma sanitaria negli Stati Uniti e alla generale pressione sui prezzi a livello mondiale. Le imprese hanno tuttavia agito riducendo la loro base di costi e le valutazioni sono tornate a livelli interessanti.
Per le obbligazioni, lo scenario è leggermente più negativo. Nel 2018 prevediamo che i tassi sui titoli di debito a più lungo termine tenderanno ad aumentare sia negli Stati Uniti che in Europa, anche se in uno scenario di inflazione ancora basso. Ci aspettiamo inoltre che le banche centrali continuino ad aumentare i tassi di interesse a breve termine (non previsti per la BCE nel 2018) e riducano i loro programmi di riacquisto di obbligazioni, che saranno solo in parte compensati dalla maggiore domanda di attività generatrici di reddito da parte della generazione del baby boomer in pensione. Prevediamo pertanto che gli investitori cercheranno risorse alternative (maggiori) in grado di generare reddito, come le infrastrutture.
Questo aumento della domanda di investimenti infrastrutturali dovrebbe controbilanciare l’ impatto negativo che rendimenti obbligazionari più elevati possono avere sulle valutazioni delle infrastrutture. Altri investitori cercheranno definizioni alternative di rendimento, accettando rendimenti obbligazionari bassi se combinati con altri rendimenti positivi misurabili, come i rendimenti sociali o ambientali. La crisi finanziaria dell’ ultimo decennio ha aumentato il fabbisogno di capitale delle banche e ridotto la loro capacità di finanziare progetti ambientali e sociali, il che è di buon auspicio per il fiorente mercato obbligazionario verde, che si prevede continuerà a crescere nel 2018.
Possa quindi lo scenario goldilocks continuare. 

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