L'Oracolo – Chiudi quella bocca!

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di Matteo Chiamenti 25 Marzo 2009 | 16:15
Strane visioni da mondo della finanza. Attenzione capi dalla voce tonante. Vi si potrebbe accusare di mobbing.

Sentirsi strillare nelle orecchie, diciamocelo, è urticante. Sono in pochi quelli che riescono a sorreggere una discussione con un urlatore di prima categoria. E’ una sfida “fisica”. Con un urlatore non si vince sul piano del dialogo; serve soltanto urlare ancora più forte, emettere suoni dodecafonici che impattino sulla sfera emotiva dello stesso. Ma si sa, avere a che fare con persone nervose fa parte della vita e bisogna accettarlo, facendoci moralmente sorreggere dal detto “can che abbaia non morde”. O forse no?

Siamo sintonizzati sulla puntata odierna di “Le sentenze davvero utili per l’Italia: il pugno duro della giustizia”. Ebbene, rischia una condanna per mobbing il capo che rimprovera continuamente con “toni pesanti” e davanti agli altri colleghi di lavoro un proprio dipendente. Lo si evince dalla sentenza n. 6907 della Sezione lavoro della Cassazione che ha confermato la condanna per mobbing di un’azienda milanese perchè una sua dirigente aveva vessato per mesi una dipendente che ha avuto una serie di sanzioni disciplinari culminate nel licenziamento. Dopo 12 anni di lavoro nella stessa azienda (dal 1987 al 1999) la donna era stata licenziata dalla sua dirigente. Ma la lavoratrice aveva fatto causa per mobbing, per i continui rimproveri e il clima vessatorio a cui ha detto si essere stata sottoposta per mesi. Il giudice di primo grado e la Corte di appello di Milano avevano riconosciuto i danni condannando l’azienda al risarcimento per 9.500 euro perchè «eccessivi» sia i provvedimenti disciplinari sia il licenziamento.

Siamo seri. Ok, le persone che sbraitano contro chiunque sono insopportabili e il loro atteggiamento è deplorevole. Ma da qui a parlare di mobbing ne passa. Secondo questa logica il 95% degli amministratori delegati italiani verrebbe denunciato. Il mobbing è un problema serio, ma non bisogna appellarsi a questo per non affrontare di petto le difficoltà e le prevaricazioni che si subiscono ogni giorno. Alla peggio si consiglia la lettura de “Il metodo antistronzi, come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è” di Robert Sutton. Un piccolo aiuto non si rifiuta mai.


Tratto da mobbingandbossing.files.wordpress.com

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