Il Ftse Mib rischia una profonda correzione. Ma tra i titoli non mancano le occasioni

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di Finanza Operativa 2 Febbraio 2018 | 16:00

Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com del 1° febbraio 2018

Nell’intervista della scorsa settimana aveva parlato della necessità di una pausa nel rialzo del Ftse Mib che di fatto si sta verificando. Prevede ulteriori ripiegamenti nel breve?

Dal punto di vista tecnico diventa importantissima per il Ftse Mib la tenuta del supporto statico di breve termine posto a quota 23.345 punti. In ottica di più breve termine segnalo i 23.435 punti, dove transita la media mobile a 21 giorni, ma se anche venisse incrociata al ribasso tale soglia, il livello di uscita dalle posizioni long è 100 punti più in basso.
La rottura dei 23.345 punti a mio parere sarò propedeutica all’avvio di una correzione abbastanza profonda che potrebbe riportare il Ftse Mib al di sotto dei 23.000 punti. Se l’area dei 23.345 si dimostrasse un valido supporto, i corsi potrebbero riprendere quota e tornare in prima battuta sui massimi di ieri in area 23.800 e in seguito tornare ad attaccare i 24.000 punti, superati i quali avremo target successivi di 300 punti alla volta.
La mia view non è negativa su Piazza Affari, ma consiglio di monitorare con grande attenzione i livelli di supporto segnalati prima.

Nel settore bancario qual è il suo giudizio su Unicredit e Intesa Sanpaolo?

Lo scenario per Unicredit non è dei migliori, a meno che non confermi il ritorno stabile al di sopra della soglia dei 18 euro. Questo perchè il titolo è stato respinto per l’ennesima volta da un’importante resistenza statica di medio periodo. Sopra i 18 euro Unicredit potrebbe raggiungere i massimi di agosto scorso a quota 18,35 euro, per poi allungare verso i 18,55/18,6 euro
Al ribasso si avranno segnali negativi in caso di violazione dei 17,5 euro, con successivo target a 17 euro.

Per Intesa Sanpaolo il ribasso delle ultime ore mi sembra salutare perchè permette un allontanamento dei principali indicatori e oscillatori tecnici dalla zona di ipercomprato.
Se il Ftse Mib riprenderà quota, lo storno del titolo potrebbe essere un’occasione per rientrare, anche se l’ideale sarebbe un nuovo test di area 3,1 euro, con obiettivi al rialzo a 3,2 euro prima e a 3,4 euro in seguito, oltre cui spostare lo sguardo sui 3,6 e sui 3,8 euro.

Cosa può dirci di Leonardo dopo i forti ribassi che lo hanno colpito nelle ultime sedute?

Con il ribasso delle sedute di martedì e mercoledì Leonardo si è fermato a ridosso dei 9,5/9,52 euro, sul livello del minimo di novembre scorso. Questo potrebbe favorire un recuperi dei corsi e in quest’ottica i prossimi obiettivi li individuo a quota 10,4 euro in primis e successivamente nell’area di prezzo compresa tra 10 e 10,45 euro.
Lo scenario rialzista appena descritto verrebbe del tutto annullato in caso di ribassi al di sotto dei 9,5 euro.

Ferrari ha dato vita ad un poderoso rally dopo i conti del 2017. Qual è la sua view su questo titolo?

Ferrari ha fatto una puntata fino a 103,95 euro e la cosa importante è che sembra aver oltrepassato la resistenza statica di medio termine posta a quota 99,25 euro. Il prossimo target è individuabile in area 105 euro e tenendo conto dei volumi in forte ascesa dell’alta volatilità di Ferrari, farei attenzione alla tenuta dei 96,8 euro, condizione necessaria per un allungo verso i 105 euro.
Oltre questo livello il titolo entrerebbe in ipercomprato, per cui sarà bene adottare una certa cautela una volta raggiunta l’area dei 105 euro.

Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?

Sto seguendo Campari che nelle ultime sedute ha confermato il superamento della trendline discendente di medio periodo a quota 6,4 euro. In seguito a 6,42 euro ha confermato l’incrocio al rialzo della media mobile a 50 giorni, il tutto accompagnato da volumi di scambio in aumento. Se questa situazione sarà favorita da un rialzo del Ftse Mib, Campari potrebbe sovraperformare il mercato, con possibili allunghi in ottica di brevissimo verso i 6,65 euro, per poi spingersi ulteriormente in avanti in direzione dei 6,75 euro prima e dei 6,9/7 euro in seguito.
Da monitorare con attenzione il livello dei 6,35 euro, dove coincidono la media mobile a 21 giorni e il supporto dinamico ascendente di breve termine.

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