Fari accesi sulle utility

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di Finanza Operativa 5 Febbraio 2018 | 19:30

A cura di Marco Caprotti, Morningstar
Guadagni, dividendi e un po’ di M&A. Saranno questi, dicono gli analisti di Morningstar, i temi con cui dovranno confrontarsi nel 2018 e nel 2019 gli investitori interessati alle azioni delle utility. “Le società del settore in giro per il mondo hanno piani di investimento aggressivi che possono anche contare sul supporto della politica”, spiega Travis Miller, strategist del settore energy e utility di Morningstar. “Fino a quando i prezzi dell’energia resteranno stabili, dovremmo vedere una crescita dei guadagni e delle cedole compresa fra il 5% e il 7%”.
Occhio alle valutazioni…
Per quanto riguarda l’andamento di Borsa, dopo aver toccato il record storico a metà novembre l’indice Morningstar Utilities Sector ha rallentato, mentre il resto del mercato ha continuato a correrere. Il paniere nel 2017, in dollari, ha guadagnato più del 15%.
Indice Morningstar Utility Index
utility
Dati in dollari aggiornati al 20 dicembre 2017
Fonte: Morningstar Direct 
“Il 2018, da questo punto di vista, potrebbe creare qualche preoccupazione agli investitori”, dice Miller. “Le valutazioni, nonostante la frenata restano alte”. Questo non significa che si debba abbandonare il settore. “Potrebbe esserci un po’ di debolezza nel breve termine, ma le società che copriamo con la nostra ricerca hanno fondamentali eccezionali”, spiega lo strategist. “I bilanci sono forti e ci sono soldi a sufficienza per finanziare ricchi piani di dividendi”.
…e alle M&A
L’altro elemento da tenere sotto osservazione sono le fusioni e le acquisizioni. “Le società che hanno in corso M&A stanno ancora cercando di superare tutti gli ostacoli di tipo regolamentare”, spiega l’analista. “Ci aspettiamo che WGL, Great Plains Energy e Westar Energy chiudano i contratti entro il primo trimestre del 2018”.
I mercati in via di sviluppo, intanto, vedranno un trend di crescita della domanda oltre il 2019. Per quanto riguarda l’aumento dell’uso delle auto elettriche, questa non farà salire troppo la richiesta di energia. ”Tuttavia darà alle utility l’opportunità di investire per migliorare la rete distributiva”, spiega Miller.

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