Bond emergenti meno volatili di quelli tedeschi e Usa

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di Finanza Operativa 7 Febbraio 2018 | 10:00

a cura di Deutsche AM

Per molti investitori la volatilità è un parametro di rischio importante quando si confrontano i rischi con i rendimenti attesi. Come regola generale, un rendimento più elevato comporta rischi maggiori, ad esempio una maggiore volatilità. I prezzi delle obbligazioni con durata residua lunga tendono ad essere più volatili rispetto a quelli con scadenza più breve. Questo, insieme al premio di rimborso, è il motivo principale per cui le obbligazioni a lungo termine tendono ad avere rendimenti più elevati rispetto a quelli a più breve scadenza a parità di emittente.
E’ esattamente quello che succede oggi, se si osservano i cosiddetti beni-rifugio, come i Treasury statunitensi o i Bund tedeschi. Ma se si confronta la volatilità dei prezzi di queste obbligazioni con quelle emesse dai paesi emergenti, emerge un quadro diverso. Ultimamente, i titoli del Tesoro statunitensi sono stati più volatili rispetto ai titoli, a parità di scadenza, emessi in dollari statunitensi da vari paesi emergenti. Lo stesso vale se si confrontano i Bund tedeschi con i titoli di stato polacchi denominati in euro. E questo è vero nonostante le obbligazioni dei mercati emergenti continuino ad offrire rendimenti significativamente più alti.

Ciò sorprende perché gli investitori di solito vedono le obbligazioni dei mercati emergenti come più rischiose, e quindi con prezzi più volatili. E’ da un po’ di tempo comunque che gli investitori stanno cercando rendimenti che possano fungere da cuscinetto per potenziali perdite nel caso in cui i rendimenti core aumentassero. La forte domanda di bond emergenti si riflette nella loro relativamente bassa volatilità. È improbabile che questo quadro cambi molto, almeno fintantoché perdura il contesto favorevole – supportato da fondamentali forti – per gli asset rischiosi.

 

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