Sell-off sui mercati: tutto normale, niente panico

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di Finanza Operativa 6 Febbraio 2018 | 14:30

Ondata di vendite sui mercati nella giornata di oggi, ma secondo gli analisti non è il caso di parlare di panico.

Secondo Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di Swissquote, “L’attuale momento risk-off ha mandato nel pallone i mercati, senza alcuna vera ragione. Se infatti è indubbio che gli Stati Uniti stanno attraversando la fase terminale del ciclo rialzista, Europa, Giappone e Cina si trovano invece nella fase iniziale o mediana di tale ciclo. La debolezza d’Oltreoceano sarà secondo noi controbilanciata da un rafforzamento in altre aree economiche, le preoccupazioni di rialzi dei tassi prematuri sono infondate: serviranno alcuni anni alla Fed per sviluppare un vero e proprio tightening e le altre banche centrali non faranno che emulare come sempre questo approccio. In termini relativi, possiamo dire che la politica monetaria accomodante proseguirà anche nel 2018 e tale contesto non supporterà ulteriore propensione al rischio. Senza considerare che con un dollaro in ulteriore indebolimento  l’inflazione europea continuerà a rimanere sotto tono e i rendimenti sui titoli a reddito fisso si manterranno in questa fascia. Ecco perché riteniamo che i mercati europei siano ancora attraenti per ora”.

Commenta Eoin Murray, Responsabile degli investimenti, Hermes Investment Management: “Gli investitori possono essere perdonati se questa mattina, svegliandosi, hanno pensato che il cielo stesse crollando su di loro guardando ai mercati che reagivano al più grande sell off su Wall Street degli ultimi sei anni. Vi sono buone e cattive notizie per gli investitori. Quella buona è che non credo che questa sia la grande correzione del mercato che stiamo anticipando da tempo. Lo scenario conferma un’ economia forte, con fondamentali aziendali decenti, e dopo un periodo di una o due settimane prevediamo che i mercati si stabilizzeranno, anche se saranno meno spumeggianti. La cattiva notizia è che attualmente i numeri indicano che gli investitori in ETF, nelle strategie quantitative e nei CTA a bassa volatilità con leva finanziaria sono quelli più colpiti dal sell off. Il mio orizzonte temporale è proiettato nel 2019, anno in cui credo che una tempesta perfetta dei rialzi dei tassi, le politiche di bilancio delle banche centrali e l’inflazione determineranno una correzione del mercato molto più ampia. Prevediamo che questa settimana e la prossima vi saranno ulteriori perdite, visto che il sentimento di euforia degli investitori è finito. Tuttavia, i mercati sono in calo, ma non fuori gioco. Non ancora in ogni caso”.

È importante ricordare che era solo una questione di tempo prima che si verificasse questo tipo di correzione, – sostiene Andrew Milligan, Head of Global Strategy di Aberdeen Standard Investments. – I mercati finanziari sono stati per troppo tempo estremamente silenziosi e questo non poteva durare per sempre. Ora stiamo assistendo a una presa di profitto trainata da valutazioni tirate e dai timori circa l’aumento dell’inflazione che sta prendendo piede negli Stati Uniti e altrove. Ora la domanda è dove e quando cesserà la correzione di mercato, e nessuno è in grado di dare una risposta definitiva. Alcuni investitori sono ormai sovraesposti e subiranno le conseguenze di una vendita forzata, ma alla fine i fondamentali torneranno a prevalere. Gli investitori dovrebbero essere rassicurati nei prossimi giorni e settimane dalla forza dei profitti societari, dai dividendi e dai riacquisti di azioni che gli elevati livelli di liquidità aziendale consentono. L’inflazione è probabilmente destinata a salire nei prossimi mesi, ma non ad aumentare rapidamente. Se gli investitori riusciranno ad adattarsi a questo scenario, allora potrebbe essere possibile arginare il sell-off e innescare un rimbalzo. La cosa peggiore che si possa fare adesso è reagire impulsivamente”.

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