L'Oracolo – Caro capo, sei in ostaggio

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di Matteo Chiamenti 26 Marzo 2009 | 16:15
Strane visioni dal mondo della finanza. Il manager se la spassa, mentre la crisi si abbatte su di me? Lo sistemo io.

Malgrado la crisi, diciamocelo, la maggioranza dei piani alti aziendali se la passa comunque bene. Magari un po’ meno, ma comunque più che dignitosamente. In fondo, come si sta sentendo in questi giorni, i big finanziari annunciano un utile dietro l’altro (specialmente in Italia). Saranno pure in decremento, ma si parla comunque di utile. Che puntualmente, tra l’altro, si può non distribuire, appellandosi (più o meno furbescamente) al difficoltoso contesto economico. Di fronte a questo scenario ci si può innervosire. Fin troppo.

“Chi semina miseria raccoglie la collera” è il chiaro slogan di una manifestazione francese del 19 marzo, sullo stato d’animo di tanti cittadini di fronte alla crisi. Tanto per rimanere in tema, a Loiret un gruppo di operai di un’azienda farmaceutica americana ha preso in ostaggio nell’intera notte fra martedì e mercoledì scorso, il direttore della fabbrica, tale Luc Rousselet. Lo scopo era contestare il piano di ristrutturazione che prevede la soppressione di 110 posti di lavoro sui 235 totali.

Ma questa non è l’unica notizia di reazione “barbarica” alla crisi. E’ giunta la notizia che la casa di Edimburgo di Sir Fred Goodwin, il discusso ex amministratore delegato del Royal Bank of Scotland, è stata attaccata da alcuni vandali che hanno sfondato i vetri delle finestre e distrutto un’automobile. “Bank Bosses are criminals” è il “gruppo” che rivendica il gesto e che in una mail minaccia: “l’attacco Godwin è solo l’inizio”. Un gesto non casuale dato che l’ex numero uno dell’istituto finanziario crollato è al centro di aspre polemiche, dopo aver lasciato l’incarico con in tasca una pensione d’oro da quasi 17 milioni di sterline. Fu lui a pilotare le operazioni di acquisizione di quote dell’olandese Abn Amro nel 2007 che contribuirono a far crollare la banca scozzese.

Di fronte a tali vicende non resta che un “no comment”.

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