Tra Europa e Usa si rischia una nuova guerra valutaria?

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di Finanza Operativa 26 Febbraio 2018 | 12:00

A cura di Wings Partners Sim

La pubblicazione delle minute della BCE ha evidenziato segnali di preoccupazione sull’andamento dei cambi valutari, con il rischio di una guerra valutaria che potrebbe mettere in difficoltà soprattutto il vecchio continente. La BCE ha parlato apertamente di preoccupazioni a seguito delle dichiarazioni in occasione del World Economic Forum di Davos del segretario del Tesoro Usa Steven Mnuchin che aveva sottolineato la profittabilità per l’economia Usa di un dollaro debole. Draghi in quell’occasione aveva ricordato agli Usa che il sistema monetaria internazionale vieta la svalutazione volontaria della propria valuta, seppur dagli Usa non sono mai giunte correzioni alle parole di Mnuchin.

Nel documento della BCE si legge espressamente come la volatilità dell’euro “sia una fonte di incertezza che richiede di essere monitorata”. Un richiamo all’attenzione è giunto anche da Jan Smets, numero uno della Banca Centrale del Belgio e membro del Consiglio direttivo della BCE, sottolineando che se la forza di una valuta è avallata dai fondamentali economici ciò non comporta nessun problema. Quindi non è il caso dell’euro, come evidenziato anche dai recenti dati macroeconomici. Gli ultimi dati economici europei, infatti, evidenziano un rallentamento economico, con l’IFO tedesco che nel mese di febbraio ha segnato un arretramento in tutte le sue componenti, facendo seguito ai brutti dati dei settori PMI manifatturiero e servizi.

Analidi tecnica Euro/dollaro. Pausa neutrale per le quotazioni del dollaro nei confronti dell’euro, con i corsi che si confermano a ridosso di area 1,2300 rinviando le attese per diretti attacchi ad area 1,2200. Le quotazioni del cambio euro/usd si confermano, pertanto, all’interno del trading range in essere da circa un mese, con il mercato che resta ancora impostato al ribasso. Ciononostante, la situazione laterale del mercato potrebbe favorire l’avvio di un pull-back alla media mobile a 21 giorni infranta nei giorni scorsi prima di poter assistere a flessioni di maggiore entità. In un’ottica di medio periodo, le attese permangono a favore di un ridimensionamento dei corsi con prossimi test in area 1,2200, ovvero a ridosso dei minimi registrati a metà mese. La violazione di questo livello, poi, consentirebbe la formazione di un pattern ribassista denominato doppio massimo e favorirebbe flessioni dapprima in area 1,2000 e successivamente in direzione di area 1,1900/1,1850 obiettivo minimo del doppio massimo.

Euro dollaro

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