Giappone: i fattori positivi superano quelli negativi nel 2018

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di Finanza Operativa 1 Marzo 2018 | 10:00

a cura di Columbia Threadneedle Investments

Dato il contesto macroeconomico favorevole, si sta facendo strada l’idea che la BoJ potrebbe contemplare un cambiamento della sua politica. A nostro parere, è probabile che la BoJ cambierà il target della sua politica di controllo sulla curva dei rendimenti, consentendo un irripidimento per i titoli di Stato giapponesi se la crescita rimane solida e l’inflazione è sostenuta.

In occasione di un discorso tenuto in Svizzera lo scorso novembre il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha dichiarato che la maggior parte dei finanziamenti a famiglie e aziende si basano sui tassi d’interesse a breve e medio termine, mentre è probabile che i tassi a lungo termine saranno più rilevanti per le funzioni dell’infrastruttura finanziaria della società, come assicurazioni e pensioni.

Ha citato esplicitamente il “tasso di inversione”. Studi accademici3 suggeriscono che la situazione potrebbe arrivare a un punto in cui ulteriori flessioni dei tassi d’interesse sarebbero probabilmente più un male che un bene per l’economia. Nessuno sa quale sia tale livello ma, stando alla citazione fatta dal governatore, la BoJ potrebbe essere propensa a ritenere che tassi a breve termine ridotti siano più efficaci nello stimolare l’economia rispetto a tassi di lungo termine ridotti. Difatti, dopo anni di ingenti acquisti di asset, i dati della BoJ indicano che gli attivi totali presenti nel suo bilancio si sono lievemente contratti da fine novembre a dicembre 2017, registrando il primo calo mensile dall’inizio del QQE (Quantitative Qualitative Easing) nell’ambito dell’Abenomics. Questa variazione contribuirà all’irripidimento della curva dei rendimenti sui titoli di Stato giapponesi, con ricadute positive per le banche, le compagnie assicurative e i fondi pensione del paese.

La probabilità di un ritocco alla politica di controllo sulla curva dei rendimenti sta crescendo. Dovremmo tuttavia tenere a mente che cambiare il target e consentire un irripidimento del tratto a lunga scadenza della curva non equivale a inasprire la politica monetaria. Anche se il Giappone sembra essersi lasciato la deflazione alle spalle, riteniamo che la BoJ continuerà ad attuare un approccio fortemente espansivo per sostenere i positivi sviluppi dell’inflazione. La persistenza della politica monetaria accomodante dovrebbe favorire i mercati azionari e contribuire a mantenere viva la fiducia delle imprese giapponesi, che è prossima ai livelli più alti dalla fine degli anni Ottanta.

Come discusso nel precedente contributo,4 le riforme della corporate governance stanno cominciando a cambiare la mentalità delle aziende giapponesi che diventano più favorevoli agli azionisti, aumentando la redditività del capitale proprio e remunerando gli azionisti con la liquidità in eccesso.
Il miglioramento della corporate governance in Giappone è un iter ancora in corso, ma le società stanno già compiendo evidenti progressi.

Le azioni giapponesi sono scambiate a valutazioni ragionevoli, con quotazioni pari a circa
15 volte gli utili attesi e 1,4 volte il valore contabile (rispetto a 18x e 3x dell’indice S&P 500 negli Le azioni giapponesi sono scambiate a valutazioni ragionevoli, con quotazioni pari a circa 15 volte gli utili attesi e 1,4 volte il valore contabile (rispetto a 18x e 3x dell’indice
S&P 500 negli Stati Uniti). Dato che gli utili societari continuano a crescere, sostenuti da un solido contesto macroeconomico e da attività innovative delle società giapponesi, restiamo convinti che i rendimenti azionari si manterranno ragionevoli nei prossimi anni.

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