L’asset allocation di Ubs per marzo

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di Finanza Operativa 1 Marzo 2018 | 12:30

A cura di Ubs Wealth Management
La recente correzione del mercato azionario, innescata dai timori di aumento dell’inflazione e dei tassi d’interesse negli Stati Uniti e aggravata da fattori tecnici, ha bruciato parte dei robusti guadagni registrati a gennaio. Manteniamo un orientamento positivo nei confronti delle azioni globali, dato che il contesto economico rimane solido.
Gli indicatori anticipatori, tra cui gli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore manifatturiero, puntano a un andamento vivace dell’attività produttiva. Abbiamo recentemente alzato al 4,1% la nostra previsione per la crescita del PIL mondiale nell’intero anno. L’inflazione globale accelera solo a un ritmo graduale e ci aspettiamo che la normalizzazione della politica monetaria proceda lentamente.
La robusta espansione degli utili aziendali dovrebbe continuare a sostenere i listini azionari. Rimaniamo in sovrappeso sulle azioni globali rispetto all’high yield in euro e alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato. Le azioni presentano valutazioni in linea con la media di lungo periodo e dovrebbero quindi sovraperformare rispetto alle obbligazioni governative e societarie.
Stiamo entrando in una fase del ciclo economico caratterizzata da un incremento della volatilità. Per questo motivo, acquistiamo opzioni put su azioni per dotare di una certa protezione i nostri portafogli, che mantengono un orientamento di generale propensione al rischio.

Azioni
Le azioni globali sono sostenute da una solida crescita degli utili, come dimostrano i risultati aziendali del quarto trimestre pubblicati finora. Le società statunitensi, che rappresentano circa la metà del mercato azionario globale, beneficiano delle agevolazioni fiscali, nonché del nuovo piano di spesa pubblica. In base al rapporto prezzo/utili, le attuali valutazioni globali sono leggermente inferiori alla media di lungo termine. Confermiamo il sovrappeso nelle azioni dell’eurozona rispetto a quelle del Regno Unito. Le società europee sono ben posizionate per beneficiare della vigorosa domanda globale, dato che presentano una composizione settoriale prevalentemente ciclica e un’elevata leva operativa, mentre la crescita degli utili delle aziende britanniche dovrebbe risultare inferiore a quella di altre regioni su base annua. Deteniamo anche un sovrappeso nelle azioni dei mercati emergenti rispetto a quelle australiane. Per effetto della leva operativa, le società dei Paesi emergenti sono particolarmente esposte alla robusta crescita mondiale, mentre la debolezza del dollaro attesa nel 2018 dovrebbe favorire le azioni emergenti in termini di USD. Agli investitori che non detengono posizioni in azioni australiane consigliamo di sottopesare il Regno Unito.

Obbligazioni
Chiudiamo con un profitto il sovrappeso nelle obbligazioni emergenti in valuta locale  rispetto alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato. Le prospettive di ritorno del comparto si sono deteriorate, dopo gli ottimi guadagni generati. Il premio di rendimento rispetto alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato in USD si attesta al 3%, il livello più basso dal 2008. Apriamo invece un sovrappeso nelle obbligazioni sovrane emergenti in USD rispetto alle obbligazioni e ai titoli di Stato con rating elevato. Ci aspettiamo un calo degli spread del debito sovrano emergente, grazie al rafforzamento dei fondamentali delle economie locali, alla stabilità dei prezzi delle materie prime e al contesto esterno favorevole. Inoltre, l’attuale premio di rendimento risulta vantaggioso, a quota 2,6%. Alla luce delle valutazioni ancora elevate, continuiamo a sottopesare l’high yield in euro rispetto alle azioni globali, che presentano un maggiore potenziale di rialzo in questa fase del ciclo economico. Apriamo anche un sovrappeso sui Treasury statunitensi a 10 anni rispetto alla liquidità e un sottopeso sui titoli di Stato giapponesi a 10 anni rispetto alla liquidità.

Valute
Chiudiamo la nostra posizione lunga sulla SEK e corta sulla NOK, poiché gli indicatori dell’economia interna norvegese migliorano più rapidamente del previsto. Manteniamo una posizione lunga sul CAD e corta sull’USD e continuiamo a sovrappesare un paniere diversificato di valute emergenti. Avviamo una posizione lunga sull’EUR e corta sull’USD, una posizione lunga sulla GBP e corta sul CHF e una posizione lunga sul JPY e corta sull’NZD. Queste nuove posizioni dovrebbero beneficiare della solidità dell’economia mondiale, che spinge gli investitori ad allontanarsi dalle valute rifugio. Inoltre, l’eurozona registra un elevato surplus della bilancia commerciale (4% del PIL), contro l’ingente deficit commerciale e di bilancio degli Stati Uniti. Rispetto all’USD, l’EUR appare favorito anche dalla conclusione del programma di QE della BCE, prevista per settembre. La posizione lunga sulla GBP e corta sul CHF dovrebbe trarre vantaggio dalla minore incertezza sulla Brexit, in vista della firma di un accordo di transizione biennale a marzo

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