C'è oro a Fort Knox?

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di Marco Mairate 1 Aprile 2009 | 08:32
Alcuni congressisti americani e grandi investitori cominciano a chiedersi se le centinaia di tonnellate doro depositate a Fort Knox esistano davvero.

Nel 1959 Auric Goldifinger (il cattivo dell’omonimo fil della serie 007) riuscì la dove nessuno aveva mai osato: svaligiare Fort Knox, il mitico fortino dove è contenuto tutto l’oro degli Stati Uniti.

Allora fu James Bond (alias Sean Connery) a sventare l’imponente piano criminoso. Oggi però a 50 anni dalla mitica pellicola, la paura non è tanto quella di come sventare possibili attacchi alle montagne di lingotti presenti nel bunker, ma capire se ci sono lingotti da rubare.

Tutti conoscono Fort Knox in Kentucky. Il celebre caveau costruito nel 1937 all’interno della omonima base militare custodisce alcuni  manufatti e documenti preziosissimi della storia degli Stati Uniti e non solo: qui infatti trovano riposto la Dichiarazione di Indipendenza, i discorsi di Gettysburg pronunciati da Abram Lincoln, i tre volumi della Bibbia di Gutenberg e la Magna Carta. Oltre a questi ‘cimeli’ trovano posto anche 137 miliardi di dollari in lingotti d’oro, tutto ‘l’arsenale’ aureo degli Stati Uniti.

Ora, in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo e con il tam tam mediatico che si continua a fare circa la creazione di una nuova valuta mondiale, l’importanza dell’oro rimane fondamentale. Capita però che l’oro di Fort Knox non possa essere accertato dall’esterno, cosa che ha fatto destare sospetti ad alcuni congressisti americani che ora vogliono sapere quanto oro c’è effettivamente in quel caveau.

La richiesta non è banale, primo perché oggi l’oro rappresenta per gli Stati Uniti l’unica forma di credito non sfiancata dall’emissione di certificato del tesoro e prestiti miliardari, secondo perché il prezzo dell’oro sul mercato spot tiene conto delle riserve di metallo prezioso presenti nelle banche centrali di mezzo mondo (vedi tabella)

Ad alzare la voce per primo è stato Ron Paul, congressista texano ed ex candidato alla corsa alla Casa Bianca che attraverso le pagine del Times ha chiesto: “è da diverse decadi che l’oro di Fort Knox non viene censito in modo appropriato da un auditor esterno…….la gente vuole sapere la verità”.

Ma Paul non si è fermato qui. Con altri 21 co-sponsors avrebbe spinto per l’approvazioen di una legge che avii un  controllo indipendente su tutto il Federal Reserve System, oro compreso. Dal canto suo un portavoce del Tesoro statunitense, ha detto che le riserve d’oro vengono censite annualmente e che nessun auditor indipendente potrà mai accedere a Fort Knox.

Resta il mistero se effettivamente 147,3 milioni di once d’oro siano presenti o meno nelle casse americane.

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