Bny Mellon IM: “Per il Btp decennale rendimenti limitati entro il 2,5%”

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di Finanza Operativa 5 Marzo 2018 | 18:30

Di Marco Palacino, Managing Director per l’Italia di BNY Mellon IM

Tensioni sui Btp, FTSE Mib in lieve rosso, euro più debole contro il dollaro. Nel giorno dell’esito elettorale, i mercati sembrano non apprezzare l’incertezza politica che si prospetta per l’Italia nei prossimi mesi. La portata di questi movimenti, per ora, è limitata e rientra nella normale volatilità successiva a qualsiasi evento portatore di rischio politico.

Ci aspettiamo che le reazioni dei mercati finanziari restino contenute, anche perché l’ipotesi di un governo sospeso era già ritenuta plausibile prima delle votazioni e, almeno per il momento, non ci sono opzioni sul tavolo che possano mettere in dubbio la stabilità dell’Unione Europea. Crediamo che i rendimenti dei BTP a 10 anni resteranno confinati tra il 2 e il 2,5% nel prossimo mese.

Di certo gli investitori guarderanno con attenzione agli sviluppi dei prossimi giorni e delle prossime settimane, in attesa di capire quale delle molte alleanze possibili si concretizzerà in una coalizione in grado di dare al Paese un governo. Tra le date da monitorare vi sono la prossima emissione di titoli di Stato il 13 marzo e ovviamente la nomina dei Presidenti della Camera e del Senato il 23 marzo, dopo la quale prenderanno formalmente il via le consultazioni per il nuovo governo.

Il nostro outlook sull’Italia, anche al netto dell’esito elettorale, è positivo. La crescita è solida e si può misurare attraverso indici come il Purchasing Managers’ Index, che ha mantenuto un andamento positivo negli ultimi mesi e si attesta costantemente al di sopra dei 50 punti, un livello che solitamente segnala una fase di crescita strutturale ed espansiva dell’economia.

È vero che la fase di Parlamento sospeso potrebbe contenere gli investimenti delle aziende, in attesa che vi sia maggior chiarezza sull’indirizzo futuro del Paese; tuttavia, l’ipotesi di una riforma fiscale, per quanto sicuramente più complessa da portare avanti nei termini prospettati durante la campagna elettorale, non è ancora interamente da escludere, visti i numeri solidi di cui godono alcuni dei partiti che avevano proposto tagli alle tasse.

Una riduzione del peso fiscale potrebbe determinare un incremento dei consumi e un miglioramento dei margini per le imprese, anche se il minor gettito fiscale per lo Stato andrebbe compensato con l’emissione di debito o con un taglio alle spese pubbliche, che a sua volta potrebbe frenare la crescita del Paese.

In questo contesto, i nostri gestori specializzati restano positivi sulla Borsa italiana, e in particolare sulle piccole e medie imprese che possono giovare in misura maggiore del clima generale di crescita economica in Europa. Sul fronte obbligazionario, i movimenti del Btp sono per ora di breve termine, mentre il quadro potrebbe cambiare in misura più rilevante quando la BCE dichiarerà chiuso l’esperimento monetario del quantitative easing.

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