Italia, giudizio sospeso dei mercati

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di Finanza Operativa 7 Marzo 2018 | 12:15

A cura di Luca Beldi, Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management
La soluzione teorizzata nei giorni precedenti le elezioni – una coalizione di centro-sinistra e centro-destra – non è più praticabile. Le due personalità degli ultimi anni, Renzi e Berlusconi, hanno raggiunto appena un terzo dei posti a sedere se combinate, condannandosi in tal modo a non essere più le forze primarie del prossimo esecutivo. Il Movimento 5 Stelle, d’altra parte, ha ottenuto il voto di 1 cittadino su 3, dominando quasi completamente nelle regioni meridionali. Tale risultato non può essere ignorato dal Presidente della Repubblica, il cui compito è quello di nominare il Primo Ministro nella scelta del prossimo Governo alla fine di marzo. Il partito anti-establishment dovrà essere al centro di qualsiasi negoziato per formare una maggioranza.
I due scenari più probabili che possiamo vedere sono una coalizione tra Il Movimento 5 Stelle, l’estrema sinistra e il partito di Renzi, o una coalizione “di protesta” formata da Movimento 5 Stelle e Lega. Il secondo scenario è il più probabile, dato che la coalizione di sinistra dovrebbe superare una serie di lotte interne. Un terzo scenario vedrebbe la sinistra insieme alla coalizione di centro-destra, ma un matrimonio PD-Lega è molto improbabile.
Nel frattempo, la reazione del mercato è stata tiepida. I futures sul MIB sono diminuiti del 2%, ma si sono ripresi dopo l’apertura del mercato, perdendo solo circa 75 bps. Per quanto riguarda i titoli governativi, il BTP a 10 anni è in calo di circa 20 centesimi, lasciando lo spread BTP-Bund a +135 bp, mentre l’ euro è complessivamente stabile rispetto al dollaro.
In termini di “what’s next?” nulla accadrà davvero fino alla fine di marzo ma, guardando a come potrebbe apparire l’eventuale nuovo Governo del Paese, particolare attenzione dovrebbe essere posta sul ruolo del Ministero delle Finanze: il Movimento 5 Stelle ha indicato Andrea Roventini come candidato, accademico, fortemente contrario ad abbandonare l’euro ma con un atteggiamento propenso a considerare tutte le misure di austerità negative per l’ economia nel suo complesso.
Uno scenario ancora più oscuro è se la Lega chiederà quella poltrona per formare una coalizione; i loro candidati Borghi e Bagnai sono i più forti attivisti anti-euro del Paese. Risulta quindi fondamentale tenere d’occhio chi prenderà le chiavi del Ministero del Tesoro e sperare che Il Movimento 5 Stelle farà una scelta amichevole nei confronti dei mercati così come i loro partner di coalizione. A medio termine il quadro è molto incerto ed è difficile prevederne l’esito finale, ma per il momento il nostro punto di vista è per una settimana relativamente poco movimentata sui mercati fino a quando le parti non chiariranno meglio la via da seguire.
Tuttavia, per gli operatori di mercato che speravano in un risultato elettorale tale da innescare una rivalutazione del patrimonio italiano, ciò non è avvenuto e ci vorrà tempo o un nuovo catalizzatore per farlo. I rendimenti dei BTP in linea con quelli del Portogallo non hanno fondamentalmente senso, ma per ora questo è il punto in cui sono e rimarranno a breve termine.

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