I fondi Oyster sull’Italia ora sono Pir compliant

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di Finanza Operativa 7 Marzo 2018 | 12:50

SYZ Asset Management è presente sul mercato italiano da molti anni con OYSTER Italian Opportunities e OYSTER Italian Value, due fondi idonei per i PIR, i piani individuali di risparmio a lungo termine, introdotti dalla legge bilancio 2017 a partire dall’ 11 dicembre 2016. I due fondi che erano già in precedenza gestiti in un ottica che successivamente verrà definita “PIR”, sono ora conformi alla recente regolamentazione del settore.
L’attuale contesto economico sembra favorire ancora le azioni europee e in particolare quelle italiane. In Italia, l’introduzione delle agevolazioni fiscali sugli investimenti nei fondi che includono titoli italiani e in particolare azioni small e mid cap rappresenta un’opportunità per gli investitori.
In questo contesto, l’introduzione dei PIR costituisce la principale novità fiscale degli ultimi anni ed un’eccellente opportunità per i risparmiatori italiani” spiega Marco Orsi, Country Head of Sales di SYZ Asset Management. Rilevando che i fondi OYSTER Italian Value e OYSTER Italian Opportunities avevano già, sin dal lancio, portafogli gestiti in modo coerente colla futura normativa “PIR”, egli dichiara che “essi sono stati resi ufficialmente conformi PIR dalle autorità competenti”.
OYSTER Italian Opportunities. Il fondo OYSTER Italian Opportunities, gestito da Alfredo Piacentini, è tra i migliori in termini di performance grazie anche agli investimenti in aziende italiane a piccola e media capitalizzazione. Nel 2017, il fondo ha segnato un +21% rispetto al suo indice di riferimento (+15.5%)1 e nel 2018 ha continuato a raccogliere i favori del mercato con un +6.9% dall’inizio dell’anno. Una performance che si ripete ormai da oltre venti anni con un valore quadruplicato (+487.3%) dal 1996, anno dell’introduzione sul mercato italiano.
Da sempre a vocazione Pmi (Piccole e medie aziende), il fondo OYSTER Italian Opportunities si inserisce oggi a pieno titolo nel quadro della ripresa economica in corso in Italia. Su questo fronte, le prospettive per i prossimi mesi sembrano piuttosto rosee, grazie a dati positivi che arrivano sia dalla produzione industriale che dai consumi. Il Paese potrebbe di fatto riallinearsi al trend positivo dell’Eurozona: i tassi di crescita dell’area euro si sono rivelati superiori alle attese, beneficiando di un’espansione di metà ciclo sostenuta da una Banca centrale (Bce) ancora molto accomodante.
Il mercato italiano – dice Alfredo Piacentini – malgrado le recenti correzioni, presenta ancora delle opportunità interessanti, sia nelle piccole e medie capitalizzazioni, che avranno un accesso facilitato al capitale fresco grazie al programma PIR, che nelle grandi capitalizzazioni, che restano ancora sottovalutate rispetto alcontesto internazionale.
OYSTER Italian Value. Il fondo OYSTER Italian Value, gestito da Alessandro Pacchiani, è arrivato sul mercato nel 1999 ed è gestito in conformità al programma PIR sin dal lancio, dato che investe il proprio portafoglio prevalentemente in azioni di piccole e medie imprese italiane. Il fondo è azionario e investe circa il 70% in titoli fuori da indici prevalenti per le azioni di aziende  italiane. Del listino principale oggi ci sono titoli come UniCredit, Banca Intesa, Unipol, Leonardo e alcune posizioni inferiori all’1% in Eni, Telecom, Mediobanca.
OYSTER Italian Value si posiziona nel primo quartile dal lancio (14/05/1999), con una performance cumulata del +111.96% al 1° febbraio 20183 e nel primo decile ad un anno con una performance cumulata del +25,40 % al 1° febbraio 20184. “Il vantaggio dei PIR per le imprese italiane – dice Alessandro Pacchiani – è rappresentato dal fatto che queste potranno godere di un accesso al mercato finanziario per approvvigionarsi dei capitali necessari per investire e crescere in ampiezza e liquidità. Gli investitori finali, inoltre, potranno beneficiare di un trattamento fiscale particolarmente favorevole, a fronte dell’impegno a mantenere l’investimento per almeno cinque anni.

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