Paradisi fiscali, niente di nuovo dal G20

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Avatar di Marco Mairate 2 Aprile 2009 | 15:16
Doveva essere uno dei temi caldi del summit londinese, ma il tema dei paradisi fiscali non trova ancora un linea comune tra i grandi della terra.

Germania e Francia sono state chiare, alla conclusione di questo G20 devono essere stabilite regole certe contro i paradisi fiscali. Per ora però le preoccupazioni di Sarkozy e Angela Merkel non sono state soddisfatte.

Nessuno accordo tra i leader del mondo su come arginare il problema dei cosiddetti paradisi fiscali, piccoli stati o semplici caselle postali utilizzate come domicilio per società o fondi di investimento.

Dal 1950 ad oggi i paradisi fiscali sparsi per il mondo sono passati da cinque a novanta.

Oltre a destinazioni ‘storiche’ quali Lussemburgo, Austria e Singapore oggi tanti piccoli centri finanziari occupano la cartina geografica, a testimonianza che l’industria del tax free è più fiorente che mai.

Basti pensare che secondo i dati raccolti dall’Organization for Economic Cooperation and Development il patrimonio finanziario detenuto in questi paradisi, spazia da una cifra compresa tra 1,7 e 11,5 trilioni di dollari: una montagna di soldi che per i governi di Francia e Germania significano miliardi di dollari di minor introiti fiscali.

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