Real Estate – I fondi immobiliari, nuova frontiera dall'Europa

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Avatar di Marcella Persola 7 Aprile 2009 | 12:15
Risultati negativi per l’indice IPD Assogestioni, ma nulla di allarmante. Sul lungo periodo le performance tornano in positivo e gli operatori aspettano che le decisioni di Bruxelles e del governo.

Per la prima volta dopo lungo tempo l’indice dei fondi immobiliari italiani IPD al 31 dicembre 2008 segna un risultato negativo. la performance a sei mesi infatti è di -1,8%, che torna in terreno positivo se l’orizzonte temporale si allunga a 12 mesi (+0,6%) e a 3 o 5 anni rispettivamente 6,4% e 7,8%.

In particolare come sottolinea David Manstretta, head of fund level analysis di IPD «E’ la prima volta che l’indice presenta un risultato negativo ma comunque inferiore ai rendimenti negativi delle altre asset class». Se si esamina nel dettaglio si scopre che l’obbligazione è l’unica asset class a fare meglio dell’indice IPD realizzando una performance positiva pari a +9,1%. Anche su 12 mesi i bond presentano una performance positiva maggiore rispetto all’indice, anche se quest’ultimo batte le obbligazioni sull’orizzonte temporale di tre e cinque anni.

Se si guarda alla tipologia distinguendo tra fondi ordinari e fondi ad apporto, si evidenziano dei trend di performane simili, seppure i fondi ordinari abbiano subito un deterioramente più veloce della performance che a 6 mesi è stata pari a -2,7% mentre per i fondi ad apporto è stata pari a -1,1%. Quali sono le motivazioni che hanno portato questi fondi a registrare una performance così negativa? «Sicuramente il fatto di essere maggiormente esposti sul settore retail che è uno dei segmenti che ha risentito maggiormente della crisi. E secondariamente il fatto che i fondi ordinari sono maggiormente esposti anche sull’estero rispetto ai fondi ad apporto» continua Manstretta.

In particolare i fondi ordinari sono investiti per il 28,2% nel segmento retail e sono anche maggiormente investiti in mercati maturi come Francia, Germani e Regno Unito che hanno risentito molto della crisi, soprattutto l’area UK. Ma non bisogna preoccuparsi eccessivamente. Infatti come sottolinea Manstretta, dei 31 fondi dell’indice, 8 di questi fondi per 18 semestri consecutivi hanno registrato performance positive. Questo testimonia che hanno un trend di performance solido e costante nel tempo.

Chissà però per quanto tempo ancora. Le novità infatti presto intaccheranno il sistema immobiliare. Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni ha sottolineato al convegno di oggi che la direttiva europea che regola i fondi non armonizzati, che va a toccare tutti i veicoli non armonizzati avrà degli impatti anche sui fondi chiusi. Anche se i tempi per l’approvazione saranno sono lunghi. Mentre nel breve periodo a un cambiamento si assisterà sicuramente. Infatti a breve sarà rivisto il decreto 228 per rendere disponibili anche ai fondi immobiliari alcune forme di investimento. Una novità che contribuirà a cambiare lo scenario.

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