OCSE: quattro paesi 'escono' dalla lista nera

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Avatar di Marco Mairate 7 Aprile 2009 | 13:19
Prosegue la campagna contro i paradisi fiscali di mezzo mondo lanciata dal G20 e attuata attraverso le capacità dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

Quattro nuovi paesi entrano nella lista dell’OCSE, anzi no, escono. Si perché l’importante secondo i dettami stabiliti dall’OCSE in merito alla cooperazione fiscale tra paesi diversi, non è evitare di essere nella lista ma finire nella lista giusta.

Per questo oggi Uruguay, Costa Rica, Filippine e Malaysia escono dalla lista nera per entrare in quella grigia, cioè quella dei paesi che “have committed to the internationally agreed tax standard, but have not yet substantially implemented” in parole povere che hanno accettato di regolarsi secondo gli standard intenzionali riconosciuti ma non lo hanno ancora fatto.

Certo un passo avanti ma ancora molto rimane da fare circa le eventuali sanzioni da applicare ai paesi che si sono macchiati di reati relativi all’evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco o altro.

Del resto nonostante la lista nera dell’OCSE sia ormai cosa superata, nel mondo rimangono luoghi paradisiaci come le isole Cayman, Macao e Hong Kong in Cina, il Delaware negli Stati Uniti senza dimenticare Austria, Belgio, Lussemburgo, Svizzera.

Tutti paesi che hanno dichiarato di voler implementare gli standard richiesti dall’OCSE ma che di fatto distano ancora anni luce dalla pressione fiscale e dai controlli presenti nel resto del mondo.

NEL VIDEO SOTTO DI COSA SI OCCUPA L’OECD

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