Terremoto: l'orgoglio abruzzese passa da Torino

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Avatar di Marco Mairate 8 Aprile 2009 | 08:19
A due giorni dal devastante terremoto che ha messo in ginocchio l’abruzzo, la popolazione abruzzese regisce con orgoglio e senso della misura davanti alla tragedia umana, dimostrando una forza non comune che trapela anche dalle parole dei suoi concittadini DOC.

“Per quanto lontano ti porti la vita, rimangono dei punti fermi importanti. Per me l’Abruzzo e’ sempre stato uno di questi, perche’ e’ la mia terra” con queste parole, il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne, lancia un messaggio di cordoglio e vicinanza ai terremotati.

Nato a Chieti nel 1952 Sergio Marchionne è uno dei migliori prodotti d’esportazione che ben rappresentano lo spirito e la caparbietà del’Abruzzo; così il manager non dimentica la sua terra che a detta dello stesso Marchionne sulle pagine del Messaggero: “mi ha insegnato le cose piu’ importanti della mia vita. Non e’ la prima volta che la natura costringe gli abruzzesi a prove difficili ma hanno sempre dimostrato di saper reagire con forza e grande dignità’. Nulla potrà’ mai intaccare i valori sani di questa terra” .

LA RICOSTRUZIONE SOSTENIBILE

Mentre si continua a scavare aggiornando di ora in ora quella triste conta dei disgraziati rimasti sotto le macerie, si parla di ricostruzione e tempi rapidi.

Secondo il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, basteranno due anni per ricostruire la new town dell’Aquila: “La new town si può costruire anche in soli due anni”, ha detto il ministro, aggiungendo che queste realizzazioni hanno “una struttura fissa, con una zona commerciale al centro e villette a schiera tutte intorno”.

La speranza di tutti, ovviamente, è quella oltre di realizzare in tempi rapidi la ricostruzione delle case distrutte e la ristrutturazione di quelle danneggiate, di cogliere questa ‘possibilità’ per creare un nuovo tessuto urbano adatto e costruito secondo i crismi antisismici e tutti gli accorgimenti tecnologici dell’ultima ora.

Sull’argomento è intervenuto anche l’architetto Paolo Portoghesi, che durante la serata di Ballarò ha detto chiaramente che la ricostruzione è possibile e in tempi brevi: “un’occasione unica per mettere mano al nostro patrimonio artistico e residenziale in nome degli ultimi ritrovati di tecnologia delle costruzioni, che esistono e offrono opportunità incredibili”.

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