Brusca frenata per le IPO a livello globale

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Nel primo trimestre 2009 un totale di sole 50 IPO ha generato a livello mondiale un valore di appena 1,4 miliardi di dollari. In termini di numero di operazioni, Corea del Sud, Giappone e Polonia sono i paesi più attivi di questo trimestre, mentre in termini di valore, 15 delle prime 20 IPO sono state realizzate in Estremo Oriente.

Avatar di Fabio Coco8 aprile 2009 | 10:20

Continuano a rallentare le offerte pubbliche iniziali di collocazione sul mercato azionario (IPO) nel primo trimestre del 2009. Questo quanto riportato dall’ultimo report di Global IPO Update realizzato da Ernst&Young.

Solo 50 IPO sono state generate a livello mondiale, infatti, in questi primi tre mesi del nuovo anno, per un valore complessivo di appena 1,4 miliardi di dollari, pari alla metà del quarto trimestre del 2008. Solo due operazioni hanno generato oltre 100 milioni di dollari.
Anno su anno le IPO hanno subito una brusca frenata. Nel primo trimestre 2008 da 251 IPO sono stati raccolti 41,2 miliardi di dollari in capitale (questo dato include l’IPO VISA pari a 19,7 miliardi di dollari, la più grande IPO statunitense della storia). 

Le prime tre IPO per capitale raccolto sono Mead Johnson Nutrition, compagnia americana di prodotti di consumo, che ha generato 828,00 milioni di dollari sulla borsa di New York, la compagnia cinese Real Gold Mining Ltd (133,01 milioni di dollari sulla borsa di Hong Kong), e la compagnia saudita Etihad Atheeb Telecommunication Company (79,95 milioni di dollari sulla borsa di Riyadh). Insieme queste società rappresentano il 75% del capitale raccolto nel primo trimestre.

La soglia minima richiesta per entrare nella classifica delle prime venti IPO è significativamente diminuita negli ultimi anni: 6,84 milioni di dollari contro i 126,9 milioni di dollari nel primo trimestre del 2008. Questa differenza è ancora più marcata per le prime dieci IPO, passando da 416,5 milioni di dollari nel primo trimestre del 2008 a 10,11 milioni nel primo trimestre del 2009.

In termini di numero di operazioni, Corea del Sud, Giappone e Polonia sono i paesi più attivi di questo trimestre con rispettivamente 8, 7 e 6 IPO. I mercati emergenti hanno registrato 34 delle 50 IPO totali. Come regione, l’Estremo Oriente  ha raccolto 31 IPO. Questo risultato è riflesso anche nella classifica delle prime 20. In termini di valore, 15 delle prime 20 IPO sono state realizzate in Estremo Oriente, prevalentemente in Cina, Giappone e Corea del Sud.

Gil Forer, Global Director of IPO Initiatives di Ernst & Young, ha dichiarato: “I risultati del primo trimestre mostrano che la crisi finanziaria globale ha avuto un profondo impatto sul mercato delle IPO e il tempo di ripresa potrebbe essere più lungo di quanto ipotizzato un anno fa. Tuttavia ci sono molte importanti società sia dei mercati industrializzati sia di quelli emergenti che hanno ritardato o rinviato la loro quotazione. Queste società continuano a prepararsi all’entrata in borsa aspettando che le condizioni di mercato si stabilizzino”.

In termini di capitale raccolto, le prime tre borse del primo trimestre sono la borsa di New York, che nonostante le uniche 2 IPO (Mead Johnson e 1,9 milioni di dollari dell’entrata in borsa di una società cinese), rappresenta il 59,76% del capitale raccolto (829,9 milioni di dollari); la borsa di Hong Kong (14,51%, 6 IPO con 201,4 milioni di dollari di capitale raccolto) e la borsa di Tokyo (3,14%, 2 IPO con 43,6 milioni di dollari di capitale raccolto).

Gil Forer, Global Director of IPO Initiatives di Ernst & Young, ha concluso: “Le recessioni passate ci hanno dimostrato che le società di successo spesso emergono dai periodi più duri. La ripresa del mercato delle IPO necessiterà dai due ai tre trimestri di stabilità macroeconomia e della ricostruzione della fiducia. Tuttavia, quando i mercati si apriranno e le valutazioni miglioreranno, le aziende di alta qualità saranno pronte per trarne vantaggio”.


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