PHI = Platform for Hybrid Investments

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di Finanza Operativa 12 Marzo 2018 | 13:30

A cura di Daniele Bernardi, Ad Diaman Scf
Un qualsiasi settore industriale funziona se è in grado di fornire un servizio od un prodotto realizzato ad un costo inferiore rispetto ai ricavi che vengono incassati.
L’industria finanziaria oggi ha un costo molto superiore al ricavi attesi che essa quasi sicuramente sarà in grado di produrre per i clienti.
NON FACILE DA NOTARE. L’aleatorietà con cui i risultati finanziari vengono prodotti, ovvero l’incertezza che deriva dai risultati futuri, uniti alla volatilità dei mercati in parte riesce a mascherare il problema.
L’industria finanziaria sembra che stia ignorando questo problema, perché fintanto che incassa le laute commissioni dagli ignari clienti che non si rendono conto di tale problema, essa prospera e continua a fare utili, ma non sta generando in realtà il cosiddetto “value for money”, ovvero non genera valore per i soldi che il cliente spende e questo rappresenta un grande problema che l’industria finanziaria prima o poi dovrà affrontare.
MIFID II. La regolamentazione sta cercando di evidenziare gli alti costi dell’industria, che spesso sono dovuti più alla distribuzione che al costo del prodotto in se, basti pensare agli ETF che di fatto hanno costi di gestione di poche decine di basis point (circa 0,2-0,4% di commissioni annue).
ASSET ALLOCATION. Ma non basta comprare degli ETF, bisogna anche creare un portafoglio diversificato in base alle esigenze del cliente, studiando insieme ad esso i suoi obbiettivi e pianificando come raggiungerli con il minore dei rischi possibili, o meglio con la massima probabilità possibile.
E qui i costi lievitano moltissimo, spesso perché questo servizio viene erogato da consulenti finanziari appartenenti ad una banca o una sim con una cosiddetta “rete di distribuzione” o “network di distribuzione”, ovvero con una forma piramidale dove la base è a contatto con i clienti, nel mezzo ci sono figure atte a governare al meglio le molteplici esigenze che emergono dal lavoro dei consulenti.
COSTI DI DISTRIBUZIONE. Tale modello, crea dei costi molto elevati all’erogazione del servizio, che deve esserci, perché come dice sempre il mio caro amico prof. Bertelli: “le performance dei nostri portafoglio non le fanno i mercati ma i nostri comportamenti”, quindi è molto importante il lavoro dei consulenti finanziari nel governare le emozioni del cliente ed impedirgli di compiere errori che potrebbe pagare molto più caro delle commissioni riconosciute al consulente.

RENDIMENTI ATTESI. Ciò nonostante con i tassi di interesse ai minimi, con le borse ai massimi che hanno iniziato a scricchiolare nell’ultimo mese, è poco probabile ottenere rendimenti elevati per i prossimi 3-5 anni dai mercati finanziari tradizionali.

PHI. E’ per questo che abbiamo deciso di creare la prima piattaforma ibrida di investimento (PHI) che permette agli investitori di poter acquistare sia strumenti di investimento tradizionali che strumenti finanziari relativi al mondo delle crypto.
Non investimenti diretti in crypto currencies, ma investimenti in strumenti professionali che investono in crypto si.
FONDI ALTERNATIVI. Da mesi sto seguendo molte conferenze sulla Blockchain e ho conosciuto molti gestori di fondi Hedge con strategie sulle crypto molto interessanti, per cui è meglio in questo settore affidarsi a professionisti che cercare il fai da te (che crea danni sul mercato azionario che ha una volatilità del 15% all’anno, figuratevi su un mercato che ha il 75% di volatilità annualizzata).
NON SOLO ROBO. Ma creare una piattaforma che permetta di investire nei migliori prodotti non è sufficiente, come spiegato nel Perché il futuro è ibrido Perché investire nel miglior prodotto al mondo nel momento sbagliato porta a delle perdite, quindi è fondamentale essere affiancati da dei professionisti.
Per questo la piattaforma che stiamo creando è sia ibrida negli investimenti che ibrida come piattaforma, perché in realtà la relazione umana con il gestore o con il consulente è fondamentale.
COMPONENTE UMANA. Quindi una parte fondamentale della piattaforma sarà l’interazione tra il cliente ed il consulente o l’asset manager, al fine non solo di fornire un servizio ad un costo più contenuto (grazie alla digitalizzazione e grazie ai PHI Token) ma ciononostante una qualità uguale se non maggiore di affiancamento dei clienti sia nei momenti belli che brutti dei mercati finanziari.
VIDEOCHIAMATE. La piattaforma permetterà di collegare i clienti con i consulenti o i gestori attraverso le videochiamate, per permettere di avere un’assistenza anche in remoto, ovvero a distanza, senza costosi (sia in termine economico che di tempo) trasferimenti spesso inutili, una volta che la relazione è ben consolidata.
COMPETIZIONE. I clienti, da parte loro, potranno accedere ad una piattaforma aperta, dove trovare più soluzioni di investimento in base alle proprie esigenze e ai loro obbiettivi, permettendo di dialogare con il loro consulente (se lo hanno già) o di scegliere il migliore sulla piattaforma analizzando vari indicatori di rischio rendimento che grazie alla piattaforma sarà finalmente possibile monitorare.

La piattaforma utilizzerà anche la Blockchain per una migliore gestione dei dati del cliente, in maniera trasparente e sicura, ma soprattutto realmente immodificabile, garanzia richiesta dalle norme ma mai realmente applicata perché non esisteva una tecnologia che lo permettesse in modo distribuito.
Per avere maggiori informazioni sul progetto, vi invito a visitare il sito www.phitoken.io 

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