Fiat, adesso Chrysler si sposta in 500

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Avatar di Marco Mairate 9 Aprile 2009 | 11:30
Si lavora giorno e notte nel quartiere generale di Chrysler, la più piccola delle case automobilistiche di Detroit. Fiat vuole raggiungere un accordo entro il primo maggio ma gli obbligazionisti della casa americana sarebbero più propensi al fallimento.

Mancano meno di tre settimane allo scadere dell’ultimatum che Obama e gli azionisti di Chrysler hanno lanciato a Bob Nardelli, il Ceo della più piccola case d’auto di Detroit.

Entro quella data, il gruppo dovrà avere in mano un accordo industriale pena il ritiro del prestito ponte del Governo americano e la richiesta di fallimento del primo azionista, il fondo di private equity Cerberus.

“Stiamo lavorando contro il tempo, 24 ore al giorno per sette giorni su sette e cercare di assecondare le richieste del presidente” ha detto il vice presidente di Chrysler, Jim Press intervistato durante Auto Show Usa.

(Nella foto Jim Press, VP di Chyrsler Group LLC, scende da una fiammante Fiat 500)

Il manager per l’occasione si è presentato alla kermesse tutta dedicata all’auto su una nuova Fiat 500 di colore blu , inneggiando alla bellezza e l’utilità di questa city car.

A  un giornalista che lo ha intervistato durante l’Auto Show e che gli domandava cosa succederà se dovesse saltare l’accordo con Torino, Jim Press ha risposto: “Non so. Il governo ci ha chiesto di essere pronti con altre soluzioni, e lo siamo. Siamo responsabili per gli asset e i beni della compagnia, così qualsiasi cosa dovesse accadere dobbiamo soprattutto preservare più valore possibile….ma non esistono garanzie. La miglior garanzia è di rimanere operativi e portare a termine questo accordo, e questo è davvero quello su cui stiamo lavorando”.

L’accordo tra Chrysler e Fiat prevede l’acquisito del 35% della casa americana da parte del Lingotto. L’operazione dovrebbe dare a Chysler l’accesso al know-how della casa  torinese nella realizzazione di macchine di piccole dimensioni e uno sbocco sui mercati globali. Il gruppo americano, che lo scorso gennaio ha ricevuto 4 miliardi di dollari di aiuti dal Governo, spera nella buona riuscita del progetto, unica via di accesso a quei 6 miliardi di dollari che il Presidente Obama ha promesso ma solo se il deal verrà perfezionato.

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