Rank 15: Bernard Arnault, maestro di eleganza

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di Eliana Pelucchi 9 Aprile 2009 | 15:00
Quindicesima posizione per il patron del lussuoso gruppo Moet Hennessy Louis Vuitton, che con un patrimonio di 16 miliardi e mezzo di dollari chiude, malgrado le perdite, un anno veramente positivo per i suoi brand.

Anno difficile per l’uomo più ricco di Francia, Bernard Arnault, che negli ultimi dodici mesi ha perso ben nove miliardi di euro.

Non si può dire lo stesso per la sua Moet Hennessy Louis Vuitton. Il Gruppo, infatti, chiude il 2008 con una crescita del fatturato del 4% per un valore di 17,2 miliardi di euro. Il risultato di esercizio è di 2.026 miliardi in linea con quello del 2007. Gli incrementi più significativi sono stati registrati nel settore moda e pelletteria, cresciuto del 7%. Simile la curva per gioielli e orologi che segnano un +6% e per la cosmesi +5%. Unico segmento in calo quello degli alcolici, vini e liquori che scendono del 3%.

Il marchio più vivace del Gruppo è sicuramente Louis Vuitton, che ha beneficiato dell’ottima accoglienza per la nuova linea ispirata alla collaborazione tra il direttore artistico Marc Jacobs e il designer scomparso Stephen Spouse, pioniere dello stile sofisticato degli anni Ottanta.

Meticoloso, quasi maniacale, il patron della Lvmh e dunque anche della Dior, di cui è azionista di maggioranza, interviene sui singoli prodotti. Si vocifera che a causa sua lo stilista John Galliano abbia dovuto rivedere un’intera linea nel giorno stesso della presentazione della collezione autunno 2009-10. Davanti a Galliano, Arnault di ogni abito domanda: “E’ abbastanza Dior? I prezzo è quello giusto?” E se alla fine le risposte non lo convincono sentenzia: “Non è Dior, nei miei negozi non voglio vederlo”. Non c’è che dire: con la recessione anche la vita dei super talenti si è fatta più difficile.

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