Primo cambiamento nelle correlazioni, un segno?

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di Redazione 10 Aprile 2009 | 06:45
Il Dow Jones ha guadagnato il 3.14% a 8083, l’S&P500 il 3.81% a 856, il Nasdaq e’ avanzato del 3.89% a 1652. Gli indici hanno messo a segno la quinta settimana consecutiva di rialzi. Il dollaro ha recuperato terreno nei confronti dell’Euro in modo deciso tanto da spingere la moneta unica questa notte anche al di sotto di 1.3100.

La ripresa del dollaro, cominciata ieri pomeriggio, risulta strana proprio alla luce delle recenti correlazioni vissute sul mercato dei cambi. Si è vissuto infatti una seduta euforica a Wall Street, spinta dall’annuncio incoraggiante sugli utili di Wells Fargo e dai dati macroeconomici che hanno evidenziato una ripresa dell’economia americana nell’ultimo periodo. Il Dow Jones ha guadagnato il 3.14% a 8083, l’S&P500 il 3.81% a 856, il Nasdaq e’ avanzato del 3.89% a 1652. Gli indici hanno messo a segno la quinta settimana consecutiva di rialzi. Dall’altra parte il dollaro, che di solito scendeva nelle giornate di ripresa dei listini, ha invece recuperato terreno nei confronti dell’Euro in modo deciso tanto da spingere la moneta unica questa notte anche al di sotto di 1.3100. Non sappiamo se questa decorrelazione improvvisa rispetto al recentissimo passato sia un fatto legato alle chiusure delle posizioni prima delle feste Pasquali, ma certamente si tratta di una novità per chi opera sul mercato dei cambi. Si tornerà alla correlazione classica per cui le notizie positive provenienti dall’America potranno sostenere il dollaro e viceversa?
Se sarà così allora finalmente si potrà ricominciare ad operare secondo gli schemi classici, basti pensare che parallelamente alla salita del dollaro sull’Euro si è assistito alla salita del dollaro sullo Yen, il che è corretto da un punto di vista delle correlazioni classiche teoriche, anche se per mesi nel periodo Luglio 2008 Aprile 2009 non è stato così, anzi è stato il contrario.
Questo quindi potrebbe significare che il periodo di grande volatilità e tensione è terminato perché i cross dello Yen non saranno più dei moltiplicatori dei due cambi originali ma si muoveranno probabilmente con una volatilità inferiore. Nell’ultimo periodo infatti quando Eurusd scendeva UsdJpy faceva altrettanto in quanto dollaro e Yen erano considerate le valute rifugio per eccellenza e di conseguenza l’EurYen scendeva in percentuale di più (essendo dato dalla moltiplicazione EurUsd X UsdJpy). Se oggi le correlazioni tornano come in passato alla discesa di Eurusd corrisponde probabilmente una salita di UsdJpy tale per cui gli effetti sul cross saranno meno devastanti che in passato. Ma questo, da un punto di vista concettuale, significa anche probabilmente che il peggio della crisi potrebbe essere passato, almeno nel settore finanziario, anche se la nostra impressione è che l’economia reale possa vivere periodi di grande depressione nel prossimo futuro quando gli effetti dei licenziamenti si faranno sentire pesantemente.


                                                                            GBPUSD DAILY

Sul fronte finanziario forse il peggio è stato visto e ciò potrebbe offrire nuovi spunti e nuove riflessioni. Per esempio, nonostante la caduta dell’Euro, per ora la sterlina ha tenuto perché se i mercati finanziari recuperano, la Gran Bretagna potrebbe trarne beneficio.
Il grafico giornaliero mostra però un quadro tecnico ancora ribassista soprattutto se la divergenza ribassista in atto verrà confermata, ma questo ribasso potrebbe tenere i supporti che passano a 1.4500, 1.4200 e successivamente al di sotto di 1.4000. Nel medio termine rimaniamo positivi sulla valuta britannica, più per effetto di una condizione di ipervenduto che per una reale ripresa della congiuntura britannica che ancora non si vede, ma le ricadute verso i minimi storici si possono ancora vedere.
Fino a che la ripresa non sarà confermata anche dal quadro tecnico con almeno l’incrocio delle due medie mobili a 21 e 100 giorni, non crediamo si possa avere ancora la certezza di una risalita.
Oggi e lunedì, data la vicinanza delle festività raccomandiamo prudenza proprio perché la volatilità potrebbe provocare movimenti inattesi a causa di una riduzione della liquidità

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