Le previsioni dei gestori sul rilancio dei mercati

A
A
A
di Fabio Coco 10 Aprile 2009 | 10:20
La maggior parte dei gestori non si fida molto del recupero attuale delle borse. Molti di loro, però, credono nel rilancio dei mercati statunitente, europeo e cinese; si aspettano un altro taglio di un quartino della BCE e prezzi stabili del petrolio nei prossimi mesi.

Nelle ultime settimane il mercato italiano ha recuperato il 34% ed in recupero anche gli altri mercati ed indici europei ed internazionali. Sembrerebbe che la ripresa dei mercati abbia inizio, ma molti temono questo sia solo un momento, che presto tornerà a corsi negativi a causa delle persistenti preoccupazioni per l’andamento dell’economia, come espresso anche dalla BCE, e dalle riduzioni di utile delle società finanziarie e non.

S&P/Mib, DJ Eurostoxx 50 e S&P 500 sono tutti indici che da fine marzo-primi di aprile stanno recuperando diversi punti, rispetto ai livelli del primo gennaio 2008. D’interesse, a tal proposito, il sondaggio pubblicato oggi da MF, riguardo alle attese dei gestori sull’andamento delle borse per i prossimi mesi.

Secondo il 58% del campione intervistato, infatti, l’attuale ripresa dei mercati è solo una fase positiva di rimbalzo, presto destinata a tornare a segnare trend poco confortanti. Il 42% dei gestori, però, crede che stia iniziando una vera e propria fase di recupero delle borse. I professionisti sembrano puntare soprattutto sul settore energetico (48% nell’apposita domanda a risposta multipla), sul cemento (45%) e delle telecomunicazioni (39%). Il 36% crede nello sviluppo del settore finanziario ed industriale.

In termini di economie, i gestori sembrano puntare proprio sul rilancio delle borse Usa (55%), europea (39%) e cinese (39%). Se dovessero scommettere sulle azioni europee, i nomi citati per la maggiore sono stati E.On, Arcelor Mittal, Vinci e Deutsche Telekom. Per le azioni italiane, invece, sono stati citati soprattutto i nomi di Fiat, Eni, Impresilo, Unicredit ed Enel.

Da qui a sei mesi, i mercati si aspettano che l Bce tagli ancora i tassi, come prevedibile (85%), e che la Fed, invece, non tocchi più i tassi oltre al livello quasi zero attuale (100%). Nello stesso arco temporale, i9 gestori si aspettano che l’inflazione dell’area euro scenda (58%); il 33% si aspetta che rimanga invariata, mentre solo il 9% si attende una risalita dei prezzi al consumo.

Per quanto concerne il cambio euro-dollaro (ad oggi dollaro in forte recupero), il 42% del campione intervistato ritiene che rimanga pressoché stabile, mentre il 34% si aspetta che tale tasso di cambio salga da qui ai prossimi sei mesi.

Le previsioni per il prezzo del petrolio, inoltre, sono a favore di livelli stabili a quelli attuali (56%), solo il 10% si aspetta che il prezzo al barile scenda.

Infine, il sondaggio di MF, mostra come le imprese facciano bene a puntare nuovamente sulle emissioni obbligazionarie di alta qualità, però. Così è, infatti, per il 97% degli intervistati, i quali preferiscono per il 45% scadenze medie, per il 45% scadenze di breve periodo e solo il 9% desidera emissioni di bond di lunga scadenza.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Consulenti, cinque anni per prepararsi alla rivoluzione

Lo sgradito ritorno dell’inflazione

Mercati, banche centrali: atteggiamenti diversi ma problemi comuni

NEWSLETTER
Iscriviti
X