Osservatorio Hedge Fund: riscatti, fondi attivi e forza lavoro

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di Marco Mairate 10 Aprile 2009 | 09:57
Prosegue il nostro viaggio all’interno dell’industria alternativa analizzando l’ultimo report di IFSL “Hedge Fund 2009”. Oggi ci occuperemo dei flussi in uscita, del numero di fondi attivi e quante persone operano nell’industria alternativa.

RISCATTI 2008

Nel 2008 i riscatti hanno colpito il 13,2% del patrimonio. Il balzo nelle richieste di riscatto trova le sue ragioni nelle perdite, nella rinnovata avversione al rischio e il danno di reputazione provocato dalla frode Madoff. Si tratta della seconda volta, in oltre 20 anni di industria, che gli hedge registrano deflussi anziché raccogliere denaro. 

La raccolta positiva della prima parte dell’anno (2008), è infatti stata offuscata dall’emoraggia del secondo semstre del 2008. Il terzo e quarto trimestre hanno infatti raggiunto nuovi record nei riscatti. Anche i primi due mesi del 2009 non sono confortanti: si calcola che gli investitori (a dispetto di una ripresa delle performance) abbiano già prelevato 115 miliardi di dollari.

L’emotività che spesso è alla base dei riscatti, porta così l’industria a trovare un miglior interlocutore negli investitori istituzionali, di solito più attenti a scegliere i momenti opportuni per lasciare il ‘tavolo da gioco’ o semplicemente dotati di spalle più larghe per sopportare le perdite.
 

La partecipazione di un vasto numero di clienti HNWI, ha invece costretto alcuni fondi a bloccare i riscatti onde evitare il peggio (che alle perdite si sommassero altre perdite dovute alla semplice richiesta di riscatto che a sua volta avrebbe provocato altre flessioni sugli asset sottostanti. Il cane che si morde la coda).


QUANTI SONO E QUANTI VI CI LAVORANO

Dire quanti sono gli hedge operativi al mondo non è semplice. Primo per l’elevata mortalità dei fondi nei primi anni di vita; secondo per la mancanza di un albo ufficiale dove sono indicati gli hedge attivi. Secondo IFSL il numero dei fondi attivi nel 2008 è sceso del 10% a circa 10,000 unità. Le chiusure, intervenute soprattutto nella seconda parte dello scorso anno, sono legate a perdite, mancanza di liquidità e riscatti.

In dettaglio, circa ¾ di tutti i fondi attivi sono fondi single manager mentre i rimanenti sono fondi di fondi hedge.

Secondo i dati forniti dalla lobby dell’industria alternativa (AIMA) nel solo Regno Unito lavorano circa 40.000 persone nell’industria hedge: di queste circa 10.000 sono direttamente coinvolti nell’attività dei fondi mentre gli altri lavorano per le società di servizi, fondamentali per l’attività day by day degli hedge.

A livello globale, si calcola che alla fine del 2008 circa 150,000 persone erano inpiegate nell’industria hedge a livello globale; un calo del 6% circa rispetto l’anno precedente. Per il 2009 le attese sono di un’ulteriore calo della base lavorativa.
 

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