Ai globali value piace sempre di più la tecnologia

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 26 Marzo 2018 | 17:30

A cura di Marco Caprotti, Morningstar
Nei fondi globali, value fa sempre di più rima con tecnologia. Il maggior interesse dei mercati mondiali per il segmento delle aziende più innovative è stato fotografato bene dall’indice Msci World, dove la presenza dell’hit-tech è aumentata del 37% negli ultimi 10 anni. “I potenziali cambiamenti che i progressi tecnologici possono portare in vari settori hanno creato molte opportunità. Il risultato è che molti gestori con una visione global hanno spostato capitali sull’hi-tech”, spiega Fatima Khizou analista di Morningstar. Il fenomeno non ha risparmiato i gestori value che vedono ormai le aziende tecnologiche come società in grado di creare utili e dividendi in crescita nel tempo.
I 10 fondi Global big cap value che hanno più tecnologia in portafoglio
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Dati aggiornati al 15 marzo 2018
Fonte: Morningstar Direct
Dal punto di vista dei prezzi il settore hi-tech va comunque inserito con prudenza in portafoglio. Il rapporto prezzo/fair value medio dell’universo coperto dagli analisti Morningstar è di 1,12 (dato aggiornato al 16 marzo 2018).
Tecnologia e medaglie
Concentrandosi sui fondi della categoria Mornigstar Global large cap value che hanno un Analyst rating, Artisan Global Value A USD Acc (Silver. Morningstar rating: 4 stelle) è quello che ha la quota maggiore di tecnologia (23%). “Il team di gestione guida un portafoglio che dimostra convinzione e offre protezione dalle fasi di ribasso dei mercati”, spiega Peter Brunt, fund analyst di Morningstar in un report del 20 settembre 2017. “La squadra dei gestori costruisce il portafoglio di 30-50 titoli, facendo poca attenzione alla composizione del benchmark. Può senza problemi evitare intere regioni e settori se non si trovano idee di investimento interessanti. Nel 2008, i manager sono rimasti lontani dal comparto finanziario perché avevano delle preoccupazioni legate ai bilanci. Negli ultimi anni, il portafoglio ha mostrato uno sbilanciamento verso le giant cap. Questo però è accaduto perché in quel segmento i gestori hanno trovato idee di interessanti e non per una particolare predilezione per il settore. I manager, anche in ossequio al mandato, investono nei mercati emergenti, anche se l’esposizione non può superare il 30% degli attivi”. (Analisi completa qui). Nella top ten delle holding di portafoglio nelle prime posizioni in base ai dati di fine dicembre 2017 si trovano titoli del settore tecnologico come Samsung, che pesa per quasi il 5% del portafoglio e Baidu (3,17%).
Nel fondo Nordea 1 – Global Stable Equity E EUR (Bronze. Morningstar rating: 3 stelle), la tecnologia copre quasi il 15% del portafoglio. “C’è stato un cambio evidente nella strategia negli ultimi anni”, spiega Mathieu Caquineau, fund analyst di Morningsar in un report del 23 maggio 2017. “Le valutazioni del settore consumer defensive, ad esempio, sono cresciute troppo e hanno costretto i manager a ridurre le posizioni. Nello stesso momento, è aumentata l’espoisizione verso il segmento salute. Anche la tecnologia, che storicamente per questo fondo non è mai stata importante, è diventata col tempo una parte significativa del portafoglio, grazie alla stabilità degli utili che le aziende del comparto stanno mostrando”. (Analisi compelta qui). Nella top ten delle holding di portafoglio, nelle prime posizioni, in base ai dati di fine febbario 2017, si trovano titoli del settore tecnologico come Oracle, che pesa per quasi il 2,5% del portafoglio e Baidu (2,3%).

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