UBS: persi 2 miliardi in tre mesi

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di Marco Mairate 15 Aprile 2009 | 07:58
A due anni dall’inizio della crisi finanziaria, il colosso elvetico UBS continua a portarsi dietro le ferite per le scelte fatte negli anni passati. Il gruppo, ora guidato da Oswald Grubel, ha detto che il primo trimestre si chiuderà in perdita.

Oggi a Zurigo si terrà il meeting annuale dei soci/azionisti di UBS e il Ceo annuncerà i risultati del primo trimestre 2009. Secondo le stesse anticipazioni della banca svizzera, il risultato di esercizio si chiuderà con una perdita di circa 2 miliardi di franchi svizzeri. Come già accaduto in passato la perdita è da attribuirsi alle perdite su titoli illiquidi, perdite sui titoli di credito e all’aggiustamento di diverse valutazioni sui trasferimenti di asset al fondo ora controllato dalla Banca Nazionale Svizzera.

La banca ha però detto che, grazie alla pulizia dei bilanci e la riduzione del livello di rischio, si attende di raggiungere un tier 1 di quasi il 10% alla fine di marzo.


RACCOLTA NEGATIVA PER LA DIVISIONE WEALTH MANAGEMENT

Nonostante alcuni segnali incoraggianti di inizio anno, UBS chiude il primo trimestre dell’anno con una raccolta netta negativa.

La divisione Wealth Management & Swiss Bank ha registrato riscatti per 23 miliardi di franchi: fuoriuscite – spiega il comunicato – sorte dopo l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti e le Autorità di Borsa Usa. Ma se la raccolta è calata in Svizzera, la divisione Wealth Management Americas ha registrato una raccolta netta positiva di 16 miliardi di franchi.

MENO COSTI MENO DIPENDENTI

Per meglio affrontare le nuove dinamiche di mercato e i minor volumi di affari, UBS ha deciso di ridurre i costi operativi già a partire dal prossimo anno.

Secondo la banca, entro la fine del 2010, il gruppo dovrebbe riuscire a risparmiare dai 3,5 ai 4 miliardi di franchi all’anno. Per fare questo, UBS ha intenzione di portare il numero totale degli addetti a 67.500. Alla fine di marzo il gruppo occupava 76.200 persone in oltre 50 paesi. Alcuni dei tagli verranno fatti in Svizzera.

IL FUTURO

La banca elvetica vuole mantenere il suo business orientato verso due settori: quello core del wealth management e dei servizi bancari; in parallelo la banca continuerà a sviluppare la sua esperienza nell’investment banking e nell’asset management. Il tutto sempre nell’ottica di riduzione del rischio.

Proprio questa determinazione a ridurre il rischio, porterà il gruppo ad uscire da quelle attività meno profittevoli e rimanere in quelle con prospettive migliori. “Sappiamo dove dobbiamo metterci al lavoro. Sarà un duro lavoro tornare al successo senza alcun aggiustamento dell’ultimo minuto. Ciononostante, continueremo a lavorare passo dopo passo in modo rigoroso e disciplinato” ha detto Oswald Grübel nel suo discorso.

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