Hedge, il rischio al traino delle performance

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di Marco Mairate 15 Aprile 2009 | 08:32
Secondo un recente studio pubblicato dalla Cass Business School di Londra: i gestori di fondi aggiustano il profilo di rischio sulla base della performance dei fondi.

Porta scompiglio l’ultimo studio pubblicato da Andrew Clare (nella foto sotto) e Nick Motson (a sinistra), ricercatori in finanza della Cass Business School (business school della City di Londra).

Nel loro ultimo lavoro, la coppia di ricercatori ha analizzato il comportamento di diversi gestori hedge, scoprendo che il profilo di rischio dei fondi del loro portfolio muta in funzione della loro performance. Ne conseguirebbe che, i gestori di fondi poco preformanti aumenterebbero il profilo di rischio dei fondi nel loro portafoglio.

Lo studio induce dunque a rimettere in questione il concetto secondo il quale gli hedge fund manager mirano al rendimento assoluto (absolute returns) e suggerisce che, al contrario, prestano piuttosto attenzione alle performance dei concorrenti.

Questo potrebbe anche essere il risultato dei comportamenti dei gestori di fondi – o di altri investitori – che prenderebbero delle decisioni basandosi sulla performance relativa dei fondi nei quali cercano di investire.
 
Lo studio di Clare e Motson, che tiene conto direttamente delle caratteristiche della struttura di remunerazione dei gestori di fondi, sottolinea che tale situazione si produce nel momento in cui i gestori reclamano un premio sulla performance unicamente se il fondo ottiene buoni risultati (ed in effetti, i gestori ricevono una commissione sulla performance.)
 
Al fine di poter condurre questa ricerca, gli autori si sono basati su un data-base inglese pubblico che raccoglie i risultati degli hedge fund. I dati raccolti permettono di determinare la posizione di ogni fondo in rapporto ai suoi concorrenti e valutare il valore degli incentivi di performance calcolando la “moneyness” dell’opzione. Questi due parametri permettono di valutare se i gestori adattano il profilo di rischio dei loro fondi in funzione della performance degli altri fondi, oppure se lo fanno in rapporto alla  “moneyness” della loro opzione di performance.
 
Clare e Motson avvertono che i gestori che detengono delle opzioni, che gli porteranno dei guadagni in futuro, hanno la tendenza a proteggersi (locking in) e ridurre il profilo di rischio dei loro fondi. Facendo attenzione a mantenere gli equilibri, avranno la tendenza a  proteggere il valore delle opzioni soprattutto verso la fine dell’anno solare. Per quegli investitori che desiderano che i gestori di fondi corrano dei rischi maggiori, indipendentemente dal periodo dell’anno, tale atteggiamento é piuttosto deludente.
 
E’ interessante notare come i gestori che detengono delle opzioni che gli porteranno dei guadagni, preferiscano non correre grossi rischi, giocando tutti gli assi in una volta sola, allo scopo di recuperare le perdite anteriori ed aumentare il valore delle proprie opzioni.
 
Ciò potrebbe rappresentare una buona notizia per gli investitori di hedge fund. La tendenza “conservatrice” potrebbe essere provocata dalla paura di essere liquidati dai propri investitori e/o la partecipazione – talvolta ingente – del gestore nel fondo stesso. Questi due elementi combinati, scoraggerebbero il gestore a scommettere forte correndo dei rischi troppo elevati.
 
Secondo il Professor Clare, “se i comportamenti passati possono in qualche modo influenzare quelli futuri e se consideriamo che molti hedge fund managers hanno chiuso il 2008 con delle grosse commissioni sulla performance, ciò potrebbe delineare un quadro promettente per quegli investitori che restano fedeli a questo segmento dell’industria finanziaria”.

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