Aggiornamento sull'economia USA

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Avatar di Cole Kendall 15 Aprile 2009 | 15:00
Le borse salgono, l’economia mostra segnali di miglioramento e gli stimoli economici cominciano ad entrare in azione. L’economia americana è in ripresa? Il peggio è passato? Ne parliamo con Cole Kendall, inviato speciale da Washington.

Dopo due trimestri negativi sembra che il tasso di contrazione dell’economia Usa stia rallentando. Cosa ne pensi?

CK: Si, dopo due trimestri profondamente negativi, sembra che la contrazione economica mostri segnali di rallentamento. Questo non significa che l’economia ha già raggiunto il punto di minimo o è ritornata a crescere, ma che ha rallentato la velocità di contrazione.

BFC: Qualcuno chiama questa fase, la derivata seconda del GDP…

CK: Gli economisti sono soliti riferirsi a questo fenomeno con questo nome. Per coloro che non ricordano i calcoli, possiamo dire che il recente passato è diviso in tre momento chiave: il declino dell’economia molto lento che va dal dicembre del 2007 al settembre del 2008 (quando implose Lehman Brothers); dall’autunno del 2008 fino alla primavera del 2009 quando l’economia frenò in modo deciso (circa il 6% nel quarto trimestre del 2008 e nel primo trimestre del 2009); il terzo momento, quello attuale, dove la frenata dell’economia è meno ripida.

BFC:  I mercati finanziari hanno accompagnato questa mini ripresa con ottime performance, pensi che possa essere un’inversione di tendenza?

CK: I mercati si sono comportati molto bene davanti alle ultime notizie. Ora molto compagnie gestite bene potranno fare meglio in un contesto più stabile. Le compagnie infatti possono aggiustare il proprio modello di business a qualsiasi scenario ma incontrano grosse difficoltà quando l’outlook cambia rapidamente e l’incertezza rimane elevata. Detto questo, molti stimoli economici sono in azione in questo momento (dai tassi di interesse a zero fino alla spesa governativa che ha solo iniziato il suo corso), con queste premesse l’economia potrebbe già ripartire per fine dell’anno ma per il momento i miglioramenti nella seconda derivata rimangono interessanti.

BFC: Passiamo alla politica economica di Obama: quali sono i maggiori motivi ispiratori?

CK: Uno dei principi cardine su cui si fonda il programma economico di Obama era riuscire a ‘colpire’ i problemi legati agli eccessi che i partecipanti ai mercati finanziari hanno causato durante l’amministrazione Bush. Una limitata regolamentazione del mercato finanziario (ha pensato il team di Obama) ha fatto si che gli eccessi possano provocare grandi problemi. Una migliore regolamentazione, così come voluta da Obama e il suo staff, porterà anche maggiore stabilità.

BFC: Ma non è forse vero che molti dello staff di Obama fanno parte della “Prima Repubblica” e quindi di quel mondo fatto di eccessi?

CK: Sì, è vero. Molti dei soggetti che fanno parte del team di Obama in passato hanno proprio fatto parte di quel mondo di eccessi che è durato otto anni. Summers, Geithner e molti altri hanno lavorato dentro o con alcune delle istituzioni finanziarie che oggi sono al centro della crisi. Ma ogni amministrazione seria deve scegliere il proprio team economico tra le persone che conoscono la materia. Fare altrimenti sarebbe folle. Ovviamente il focus di Obama sui problemi della finanza ha posto non pochi problemi nel costituire il team di esperti.

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