Il trimestre borsistico parte col piede sbagliato

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di Finanza Operativa 3 Aprile 2018 | 12:30

A cura di Wings Partners Sim

Se la chiusura dello scorso trimestre non è certo stata edificante per i mercati azionari, con la peggior flessione in oltre due anni, la partenza del secondo quarter non sembra meno cupa, con i listini americani ieri aperti ed in vena di prese di beneficio tanto da registrare il certo non invidiabile risultato della peggior partenza di trimestre a far data dal 1929.

A generare inquietudine non sono certo gli importanti aggregati macro pubblicati in queste giornate di vacanza; se infatti la Cina archivia un indice manifatturiero ufficiale a 51,1 in marzo (contro 50,3 del mese pecedente) che si pone come miglior lettura del 2018 e decisamente al di sopra delle aspettative poste a 50,1 (meno positivo l’indice Caixin relativo al manifatturiero privato che si attesta a 51 contro attese a 51,8) in USA parimenti i dati sul manifatturiero mostrano una buona tenuta, con l’indice ISM a 59,3 (atteso 60,1) ed il gemello PMI a 55,6 in linea con le previsioni poste a 55,7.

Inutile ribadire come siano i temi rimasti aperti prima delle festività a continuare a determinare le evoluzioni dei mercati, con la sempre più concreta minaccia di una guerra commerciale tra Cina ed USA (la Cina ha già pubblicato una prima salva di controdazi sui beni americani) a cui si aggiunge il particolare livore con cui Trump sta rivolgendosi in queste giornate ad un colosso come Amazon che per tutta risposta si va a collocare nei listini sui livelli più bassi da due anni a questa parte, enfatizzando la situazione critica del settore tencologico già ravvista nelle ultime battute di marzo (ieri il Nasdaq è andato a chiudere con una flessione prossima al 3%). Se l’effetto sul comparto valutario pare al momento neutrale, con il dollaro che si stabilizza in area 1,23 contro euro e 106 contro yen, lo stesso non si può dire per il settore delle materie prime, che hanno risposto in maniera difforme alle novità di queste ultime giornate.

In deciso ribasso le quotazioni del Petrolio, che sul contratto WTI ieri vanno a cedere un corposo 3% e di contro un nuovo allungo rialzista dell’Oro che smarcata quota 1.340$/oncia sembra essere tornato a attrarre l’interesse di chi cerca una diversificazione dal rischio in questi tempi di incertezza, tanto che previsioni di un metallo prezioso a 1.400$/oncia entro fine del 2018 si fanno meno sempre meno infrequenti tra gli addetti ai lavori in questi ultimi tempi.

S&P 500

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