Gli industriali hanno ancora qualcosa da dire

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di Finanza Operativa 11 Aprile 2018 | 16:30

A cura di Marco Caprotti, Morningstar
Conviene ancora cercare titoli da comprare fra gli industriali? La domanda circola fra gli operatori alla luce della situazione del settore e degli ultimi avvenimenti di politica economica che hanno portato il rapporto price/fair value dei titoli coperti dalla ricerca Morningstar a 1,06. L’indice Morningstar Industrial, intanto, in un anno (fino al 9 aprile e calcolato in dollari) ha guadagnato quasi il 15%.
Indice Morningstar Industrials
industrials
Dati in dollari aggiornati al 9 aprile 2018
Fonte: Morningstar Direct
La domanda cresce
“La domanda per i prodotti industriali è buona e molte aziende del settore stanno lavorando bene”, spiega Keith Schoonmaker, analista di Morningstar. “A questo va unito il fatto che molti indicatori economici nei paesi sviluppati – e negli Usa in particolare – oltre che in Cina stanno puntando verso l’alto. Secondo noi, questo si tradurrà in un aumento della domanda per molte società del settore”.
Dal punto di vista geografico una delle regioni da tenere d’occhio è il nord America. “C’è ancora spazio per un miglioramento del segmento immobiliare, mentre assistiamo a una robusta richiesta nel settore aeronautico, soprattutto per quanto riguarda i velivoli medio-pesanti”. Ci sono tuttavia, anche delle aree di debolezza. “Ad esempio, nel settore automotive, si è vista una fase di bonaccia per quanto riguarda i veicoli leggeri e ora la domanda sta scendendo”, dice l’analista. “Tuttavia ci aspettiamo che la richiesta di auto a livello globale nei prossimi anni cresca a un ritmo compreso fra l’1% e il 3%. Molti dei produttori di componentistica, inoltre, ormai hanno una struttura dei costi tale che gli consentirà di rimanere profittevoli anche se dovesse esserci un leggero rallentamento del ciclo economico”.
Tasse e dazi
Nel frattempo, investitori e settore industriale dovranno ragionare anche su due avvenimenti accaduti negli Stati Uniti nelle ultime settimane. Uno è la riforma fiscale dell’amministrazione Trump che prevede una riduzione del carico fiscale per le aziende dal 35% al 21% (per un approfondimento clicca qui). “Crediamo che la riforma farà bene a molte società del settore industriale in due modi: sia attraverso una minore spesa per le tasse, sia aumentando i budget di molti loro clienti”, spiega Schoonmaker. “I benefici di questa nuova situazione si vedranno nel corso dell’anno quando saranno annucniati i piani per i nuovi investimenti”.
L’altro elemento che ha attirato l’attenzione dei mercati è stata la decisione degli Stati Uniti di alzare le tariffe sulle importazioni di acciaio e alluminio: +25% nel primo caso e +10% nel secondo (per un approfondimento clicca qui). “Sicuramente i prezzi dei due materiali aumenteranno e questo potrebbe incidere sui conti di quelle aziende Usa che utilizzano materiale importato”, dice l’analista. “Però bisognerà anche vedere quali saranno i reali effetti di questa situazione. Alcuni paesi, ad esempio, hanno già ottenuto un’esenzione dal nuovo sistema tariffario. Senza contare che potrebbe trattarsi di una situazione transitoria. L’ultimo rialzo dei dazi risale al periodo della presidenza di George W. Bush ed è durato meno di due anni”.

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