Ritorna l’avversione al rischio sul mercato dei cambi

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di Redazione 21 Aprile 2009 | 06:45
La giornata di ieri ha visto pesanti cali. Sembra così riaprirsi la questione dell’incertezza e della conseguente avversione al rischio da parte degli investitori.

La tensione sui mercati finanziari torna ad aumentare facendo pensare che i proverbi e i detti hanno sempre una ragione di essere. Sell in May and Go away appare sempre di più come un qualcosa che potrebbe avverarsi, soprattutto alla luce dei risultati dei listini e delle chiusure dei principali indici americani ieri sera.
La paura quindi domina la scena nelle ultime ore e sul mercato dei cambi viene percepita come una ondata di acquisti di dollari, Yen e Franchi svizzeri, la solita ormai estenuante correlazione tra il mercato dei cambi e gli altri mercati. La ragione della caduta dei mercati azionari è chiaramente legata ai risultati del comparto finanziario, con le principali Banche Usa che hanno lasciato sul terreno percentuali di perdita a doppia cifra, con Bank of America a -23%, Citibank a -22% e Aig a -20%. Il tutto perché gli accantonamenti relativi alle perdite 2008 sono aumentati per Boa , mentre per Citibank ci ha pensato Goldman Sachs che ha dichiarato che le perdite del gruppo sono in aumento. Insomma il comparto finanziario torna in tensione ed Euro, Sterlina, Nzd, Aud e Cad tornano sotto pressione a discapito delle altre tre valute majors.
Ormai si tratta di un balletto, di un gioco delle parti dove è impossibile scorgere vincitori e vinti di questa guerra che viene combattuta anche a colpi di svalutazioni competitive.
Le prospettive di breve termine quindi sono per un ritorno dell’Euro in area 1.2500 che però potrà rappresentare forse una buona occasione per comprare nuovamente moneta unica e vendere nuovamente dollari, mentre al rialzo il triangolo si chiude in area 1.3750, livello dato dai doppi massimi recenti e dalla linea discendente di resistenza che congiunge gli ultimi tre massimi di lungo periodo rilevati.

Tecnicamente questo triangolo dovrà risolversi in qualche movimento impulsivo e di trend
Ma per il momento la distanza tra supporti e resistenze è ancora troppo ampia, per cui questa fase laterale potrebbe durare anche qualche settimana. Gli oscillatori stocastici puntano al ribasso anche se per ora non sembra di poter dire che siamo vicini ad una rottura dei punti di trading range cruciali.

Discorso opposto vale per il UsdJpy che invece di salire e dare una spinta al biglietto verde in recupero contro tutto e tutti, perde invece contro Yen che in queste fasi rappresenta realmente la divisa star per eccellenza. Tecnicamente siamo in fase correttiva del rialzo e i supporti cruciali di breve termine intervengono a 96.60 con possibilità però di vedere una estensione anche fino all’area di 93.80 – 94.00.
Ci aspettiamo quindi un paio di sedute con il dollaro sotto pressione e lo Yen ancora in rialzo prima di vedere qualche correzione verso 98.50-98.90.

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