USA: il prezzo degli aiuti di stato

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di Marco Mairate 22 Aprile 2009 | 07:30
Torna la volatilità sui mercati finanziari e la ragione è sempre la stessa, se e come il sistema bancario a stelle e strisce sta reagendo al piano di stimoli economici. Ne parliamo con Cole Kendall, il nostro inviato dalla Casa Bianca.

BFC: Cole il mercato è tornato a scendere e il motivo sembrano essere ancora le banche…

CK: Quando lo scorso anno le banche accettarono i soldi dallo stato, fu loro ripetuto fino alla nausea che questi soldi servivano per preservare il sistema. Il Tesoro puntò sul fatto che se tutte le anche avessero accettato i fondi statali, poi il mercato (e gli short sellers) avrebbero preso l’accettazione del denaro come un segnale long.

BFC: Ora però le cose sembrano cambiate e molte banche vogliono restituire i soldi avuti in prestito

CK: Le cose ora sono molto differenti: (1) alcune banche (come Goldman Sachs e Northern Trust, insieme ad altre banche grandi e piccole) vogliono restituire i soldi avuti in prestito per sfuggire all’attuale futura possibile ingerenza del Governo; (2) Il Governo sta esaurendo i fondi del TARP e allo stesso tempo il Congresso è sempre più sensibile all’opinione pubblica, inviperita per lo spreco di denaro pubblico utilizzato per salvare le istituzioni finanziarie (e i loro manager super pagati) mentre la disoccupazione continua a salire; (3) l’Amministrazione sembra credere di poter giocare un ruolo molto più importante nelle istituzioni che sta finanziando. Dopo la sostituzione del Ceo di General Motors, sembra che la Casa Bianca sia pronta a nominare i prossimi amministratori delegati di Citibank e Bank Of America.

BFC: Passiamo alla politica interna: il deficit pubblico è schizzato verso l’alto, facendo salire il rapporto deficit/PIL

CK: Gli Stati Uniti hanno un Deficit/Pil pari al 10% ma in vista di un recupero dell’economia (come tutti si aspettano) il deficit dovrebbe ridursi tra il 2011 e il 2012.  L’aumento del deficit ha generato una reazione politica (tea parties) che riflette il disagio pubblico non tanto sull’attuale tax bill ma sulle prospettive per il futuro.

BFC: Come vedi la scena politica di Washington per i prossimi anni?

CK: Il panorama politico per il 2010 e il 2012 è ancora poco chiaro ma il partito che riuscirà a dare una risposta ai problemi dell’economia con soluzioni realistiche potrà ottenere ottimi risultati. Pochi Democratici o Repubblicani possono in questo momento dare una risposta adeguata ai problemi del paese ma la sensazione è che nei prossimi mesi potrebbe emergere qualcuno capace di rivolgersi agli elettori con le parole appropriate.

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