L'Oracolo – Playboy non s'ha da quotare

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di Matteo Chiamenti 22 Aprile 2009 | 15:15
Strane visioni dal mondo della finanza. La Sec minaccia il delisting di Playboy.

Diciamocelo. Dei conigli agli uomini non è mai importato più di tanto. Sono dei simpatici roditori da compagnia e da pranzo, ma non popolano i nostri sogni (sempre che uno non preferisca contare i conigli al posto delle pecore per addormentarsi). Ma se rendiamo il sostantivo femminile e utilizziamo il vezzeggiativo, il discorso cambia eccome. Ebbene le conigliette sono a rischio.

La Sec ha inviato a Playboy una nota ufficiale. Secondo la Consob americana infatti, attualmente la società “non rispetta i criteri minimi per essere scambiata in borsa”. Il gruppo ora ha tempo 45 giorni per presentare all’Authority le misure che intende mettere in atto nei prossimi 18 mesi per far fronte a questa situazione. Solo per citare qualche numero nell’ultimo trimestre dell’anno scorso il gruppo ha registrato un risultato negativo di 157 milioni di dollari.

Povero Hugh Hefner. Il crollo degli investimenti pubblicitari e la spietata concorrenza di internet sembrano aver messo in serio pericolo il patrimonio del suo impero. Se mostrare le grazie stavolta non dovesse bastare, l’idea per il rilancio sambrerebbe però essere a portata di mano: l’abbondanza di silicone potrebbe tornare utile per sigillare le perdite di bilancio.

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