Sul Ftse Mib aumentani i rischi di prese di profitto. Ma non mancano i titoli interessanti

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di Finanza Operativa 4 Maggio 2018 | 16:00
Intervista di Davide Pantaleo (TrendOnline) a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com del 3 maggio 2018
Nell’intervista della scorsa settimana aveva palesato un certo scetticismo sul rialzo di Piazza Affari, dove il Ftse Mib però si è spinto su nuovi top dell’anno. Cosa prevede per le prossime sedute?

Fermo restando che il mood resta molto positivo, il dubbio che aveva la scorsa settimana sulle potenzialità rialziste del nostro indice, forse ora idventa ancora più forte.
Con il superamento della soglia tecnica e psicologica dei 24.000 punti i corsi sono entrati in ipercomprato e malgrado la correzione di ieri gli indicatori restano decisamente tirati. Tecnicamente quello che consola è il fatto che almeno per il momento il Ftse Mib resta inserito in un apparentemente solido canale ascendente, anche se quest’ultimo a mio parere dura da un po’ troppo tempo. Almeno in ottica di breve termine potremmo assistere ad una serie di prese di beneficio, ma la conferma di questa dinamica si avrà solo con l’eventuale discesa al di sotto dei 24.000 punti. In tal caso il Ftse Mib potrebbe scendere verso i 23.675 punti prima e in seguito in direzione dei 23.420/23.410 punti. Se però saranno oltrepassati i massimi di mercoledì scorso a 24.300 punti, l’indice potrebbe allungare il passo verso i 24.500/24.750 punti, e la mia idea è che i corsi rimarranno comunque al di sotto della soglia dei 25.000 punti. Una volta raggiunti i 24.500/24.750 punti, se il Ftse Mib non avvierà un movimento laterale di consolidamento, allora anche in quel caso potremmo assistere ad una correzione che riporterà prima sui livelli attuali e in seguito verso quelli segnalati in precedenza.
In sintesi un allungo del Ftse Mib a mio avviso è possibile solo in ottica di breve e limitato nel tempo.

Intesa Sanpaolo fatica a riconquistare la soglia dei 3,2 euro, come Unicredit quella dei 18 euro. Cosa può dirci di questi due titoli?

Intesa Sanpaolo non è stato in grado di oltrepassare a 3,2 euro la resistenza statica di medio termine e attualmente si sta muovendo in laterale intorno ai 3,15 euro. Questo movimento consente al titolo di scaricare i principali indicatori tecnici e quindi potrebbe essere preludio ad un nuovo attacco all’ostacolo citato prima, ossia dei 3,2 euro. Oltre tale soglia avremo un target a 3,3/3,35 euro, mentre una conferma del ritorno al di sotto dei 3,1 euro innescherebbe una correzione con obiettivi a 3,05 euro, dove passa la media mobile a 50 sedute, e poi a 3 euro.

Per Unicredit vale un discorso analogo a quello fatto per Intesa Sanpaolo, visto che il titolo non è riuscito a confermare la resistenza di breve termine a 18,25 euro, avviando una correzione. Il titolo si sta approssimando al test dei 17,6 euro, sotto cui si rischierà l’avvio di una fase correttiva più marcata con obiettivi al di sotto dei 17 euro.
Se Unicredit riuscirà a oltrepassare l’ostacolo a 18,25 euro, allora potremmo assistere alla continuazione dell’uptrend iniziato alla fine del mese scorso, con obiettivi a 18,5/18,55 euro.

Come valuta il recente andamento di Tenaris? Quali scenari è possibile ipotizzare nel breve per il titolo?

Tenaris ha realizzato un allungo molto interessante, ma a chi non si è ancora posizionato suggerirei estrema cautela, visto l’ipercomprato tecnico e vista la rapida ascesa delle ultime sedute. Il titolo, almeno in ottica di breve potrebbe allungare il passo verso i 16,65 euro prima e poi tornare al di sopra della soglia dei 17 euro, con target ultimo a 17,45 euro, corrispondente al top dello scorso anno.
Attenzione alle prese di beneficio che potrebbero essere già consistenti al di sotto dei 15,65 euro, livello da adottare come stop loss da parte di quanti sono posizionati al rialzo su Tenaris.

Nella seduta di ieri tra le blue chips salite in controtendenza troviamo Buzzi Unicem. Qual è la sua view su questo titolo?

Buzzi Unicem è graficamente inserito all’interno di un canale ascendente dalla fine di marzo. Il titolo ha oltrepassato di recente area 21 euro con volumi superiori alla media mensile e trimestrale e in ottica di breve potremmo assistere ad ulteriori allunghi anche oltre i 22 euro, per poi estendere i rialzi verso area 23 euro.

Al di fuori del paniere delle blue chips, ci sono dei titoli interessanti che vuole segnalarci?

Sto seguendo Emak che storicamente tra la primavera e l’estate catalizza gli acquisti. Il gruppo ha diffuso dei conti incoraggianti e il titolo ha confermato a quota 1,4 euro il superamento della trendline discendente di lungo e medio periodo.
Emak potrebbe allungare ulteriormente il passo verso la soglia degli 1,6 euro, per poi spingersi in direzione degli 1,7 euro.

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