Finisce l’era del lusso e l’arte entra in crisi

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di Eliana Pelucchi 24 Aprile 2009 | 15:00
Crolli da record nelle vendite nel mercato dell’arte contemporanea. Nel primo trimestre del 2009 solo tre pezzi venduti sopra il milione di dollari, con un calo del 92% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Rosso e nero i colori che quest’anno domineranno il mondo eccentrico ed estemporaneo dell’arte nel mondo. Rosso come i conti delle case d’asta, nero come il periodo di crisi che non ha risparmiato neanche loro. Il numero di opere contemporanee invendute ha segnato nel primo trimestre del 2009 un aumento record di oltre il 40%. Tre solamente i pezzi battuti sopra il milione di dollari dal martello di Sotheby’s e Christie’s, un evento più unico che raro che le signore dell’arte sperano di non dover rivivere in futuro.  

Il collasso delle vendite oggi è ancora più preoccupante di quando lo scorso settembre, al culmine della crisi finanziaria, l’asta di Damien Hirst ha liquidato 48 opere per più di un milione di dollari in soli due giorni. I prezzi sono calati del 28% e non si prevedono segnali di ripresa nell’immediato futuro. Ciononostante l’indice di fiducia ArtMarket pubblicato da Artprice è aumentato del 5% nel corso degli ultimi mesi, un chiaro segno del mondo dell’arte della voglia di reagire a questo difficile momento. 

“Oggi è un buon momento per comprare – ha detto l’ex curatrice Stacey Gershon a JP Morgan, che ora co-gestisce un servizio indipendente di consulenza d’arte a New York – il mercato sta cambiando e continuerà farlo. Bisognerà tenere gli occhi aperti”. Thierry Ehrmann, chief executive di Artprice, ha dichiarato: “Dopo le aste record del 2006, 2007 e della prima metà del 2008, anche i più famosi artisti contemporanei hanno esaurito il carburante”.

Le stime indicano che nei prossimi mesi i prezzi dovranno essere ulteriormente rivisti al ribasso, ma i più ottimisti parlano di una fase transitoria e assicurano che presto il mercato tornerà a brillare.

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