Alla ricerca di innovazioni nel settore tecnologico

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di Finanza Operativa 15 Maggio 2018 | 15:00

A cura di David Older, responsabile azionario di Carmignac
Per un investitore alla ricerca di opportunità che generino rendimento sul lungo periodo, è fondamentale individuare le tendenze rivoluzionarie del futuro, destinate a influenzare un mercato esistente o a crearne uno completamente nuovo. Attualmente gli investitori stanno assistendo a un’accelerazione di queste tendenze. I consumatori sono ora in grado di adottare nuove tecnologie a un ritmo che non ha precedenti. Ad esempio, ci sono voluti 38 anni affinché la radio raggiungesse 50 milioni di utenti, mentre sono stati necessari quattro anni a Internet Explorer per giungere allo stesso traguardo. La base utenti di Instagram ha toccato i 50 milioni in soli sei mesi, mentre a Pokemon Go, gioco basato sulla realtà mediata dall’elaboratore, sono bastati solo 19 giorni.
La supremazia del più forte. Oltre al fenomeno di maggiore rapidità nell’adozione delle tecnologie, gli investitori stanno anche assistendo alla nascita di una dinamica totalmente nuova: la “supremazia del più forte”, secondo cui aziende in posizione di leadership sono in grado di conquistare una quota molto ampia dei profitti, grazie a un approccio pionieristico e alla loro capacità di costruire reti potenti, lasciando ai concorrenti soltanto le briciole. Netflix, società statunitense attiva nel campo dell’intrattenimento, è un esempio lampante di questa dinamica. Netflix beneficia del vantaggio di essere stata la prima a operare nel suo ambito di attività diventando il principale marchio simbolo del settore, fattore che ha consentito all’azienda di espandere rapidamente la propria base di utenti e di registrare un miglioramento degli utili. Questa dinamica basata sulla “supremazia del più forte” mette in luce l’importanza di selezionare i titoli azionari più appropriati in questo universo rivoluzionario. Nel settore tecnologico, non tutto costituisce un’opportunità. Questo settore raggruppa molti sottosegmenti (dalle piattaforme alla robotica, software e altro), e non tutte le aziende sono destinate ad avere successo.
In che modo? Approfittando di ciò che il consensus si lascia sfuggire. Il settore tecnologico è una delle componenti chiave dei nostri investimenti. Ci siamo prefissati l’obiettivo di individuare le tendenze più promettenti, non solo all’interno del settore tecnologico ma anche in qualsiasi settore interessato dalla rivoluzione digitale. Individuiamo tendenze che presentano schemi universali, e che potrebbero essere facilmente applicati a tutte le aree geografiche e le imprese. Basiamo le nostre valutazioni su più criteri, tra cui un mercato di ampia portata, la capacità di costruire una rete solida al fine di creare forti barriere all’ingresso, o nel caso in cui esista “un’evidenza di fattibilità” – un business model che si è già dimostrato vincente in un settore o in un determinato paese. Ad esempio, una delle nostre attuali posizioni di forte convinzione è Mercadolibre, una piattaforma per il commercio elettronico che opera in America Latina. Attualmente Mercadolibre sta sviluppano l’attività legata ai pagamenti all’interno di un segmento a bassa penetrazione in questa regione, applicando lo stesso modello di successo utilizzato da PayPal e eBay pochi anni fa.
Ci assicuriamo quindi che i nostri investimenti si focalizzino su quelle che riteniamo siano le aziende più innovative trascurate dal consensus di mercato. La nostra esposizione al settore tecnologico è estremamente eterogenea in termini di aree geografiche, imprese e capitalizzazione di mercato. Ci focalizziamo sulle aziende di qualità elevata che presentano business model migliori e sostenibili, crescita solida e prevedibile, e minori livelli di indebitamento. Cerchiamo costantemente di trarre rendimento da quelle opportunità che il consensus si lascia sfuggire.
 
Il problema delle valutazioni. Prima di considerare la sovraperformance attuale dei titoli tecnologici come una potenziale replica della bolla tecnologica del 1999, si dovrebbero analizzare le differenze tangibili che al giorno d’oggi determinano l‘andamento del settore. Infatti a quei tempi le società all’avanguardia colpite dalla bolla tecnologica erano in gran parte focalizzate sull’impresa. Le società tecnologiche odierne sono orientate verso i consumatori, e presentano una portata decisamente maggiore in termini di cambiamenti rivoluzionari, sia a livello geografico che settoriale, riuscendo al contempo a ridurre parzialmente la natura ciclica dell’ambito tecnologico. Per quanto riguarda le valutazioni, dovrebbero essere sempre correlate ai livelli di crescita. Si ritiene che queste aziende presentino una crescita molto più elevata rispetto al mercato, vantino bilanci solidi e generino liquidità. Pertanto, hanno in comune pochissime caratteristiche strutturali con le grandi aziende tecnologiche del 1999/2000, molte delle quali costituivano solo fenomeni di crescita illimitata privi di qualsiasi sostegno offerto dalle valutazioni.
Il problema legato al quadro normativo. Allo stato attuale, l’utilizzo dei dati raccolti dalle società FAANG solleva una serie di interrogativi, in particolare quello legato alla vendita di dati personali ai fini della pubblicità mirata. Facebook e Google, entrambi con un’estesa attività pubblicitaria, sono sotto esame. In questo settore, l’istituzione di un quadro normativo inevitabilmente più restrittivo pare essere l’orientamento più probabile. Senza dubbio, le aziende dovranno necessariamente dotarsi di sistemi più potenti per gestire l’utilizzo dei dati, la trasparenza e i controlli. Soltanto il tempo potrà confermare con certezza se i mutamenti a livello di governance individuale, o se le decisioni in materia normativa avranno un impatto sostanziale sul potenziale di crescita degli utili di queste società. Pur mantenendo la cautela, un impatto fortemente negativo ci pare improbabile in questa fase. Ad esempio nonostante le notizie negative su Facebook pubblicate di recente, non riteniamo che il livello di partecipazione degli utenti possa mutare. A nostro avviso, il consensus sta ancora sottovalutando la dinamica dei profitti pubblicitari, che consente a Facebook di generare un rendimento sull’investimento che non ha eguali nel settore pubblicitario. A seguito del calo della quotazione, Facebook viene scambiato con uno sconto rispetto al multiplo di mercato.
Negli ultimi tempi, l’intero settore tecnologico è stato associato a Facebook e Amazon, nonostante molte aziende più piccole presentino business model molto diversi. Ciò significa che probabilmente ogni correzione registrata dalle quotazioni dei titoli azionari tecnologici offrirà opportunità di investimento a lungo termine, per quegli investitori in grado di condurre analisi approfondite su business model potenti ed eterogenei di tali aziende.

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