Spoldi (Dsc Investment): “Il diamante, il bene rifugio per eccellenza”

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di Chiara Merico 13 Dicembre 2016 | 10:32
Il diamante è un investimento sicuro: piccole dimensioni e grande valore: l’investimento va visto in un’ottica di diversificazione, con un orizzonte temporale medio-lungo.

Investire in diamanti è un’ottima opportunità per chi vuole diversificare il proprio portafoglio senza correre rischi. È una scelta che tutela il capitale e che si rivaluta nel tempo, nonostante inflazione e svalutazioni.Il diamante è un investimento sicuro: piccole dimensioni e grande valore, ed è il bene rifugio per eccellenza: l’investimento va visto in un’ottica di diversificazione, in cui allocare il 5%-10% del portafoglio, con un orizzonte temporale medio-lungo. Bluerating.com ne ha discusso con Maurizio Spoldi, ceo della società specializzata Dsc Investment.

In cosa consiste l’investimento in diamanti e a quali investitori si rivolge?
L’investimento in diamanti consiste nell’acquisire una materia prima sui generis: non parliamo delle classiche commodity, ma dell’unica materia prima che potenzialmente chiunque di noi può possedere e trasportare insieme alla propria persona. Si rivolge a quella fetta di investitori che sentono il desiderio di diversificare il loro paniere di prodotti finanziari classici aggiungendo un prodotto particolare, come appunto il diamante.

Quali sono le caratteristiche di questo tipo di investimento?
Il diamante le classiche caratteristiche del bene rifugio, per cui lo vediamo in un medio-lungo periodo: per questo sconsigliamo vivamente a chi non ha un approccio a un investimento dai 5 ai 10 anni di investire in diamanti, in quanto non è un bene che si presta a speculazioni di mercato, ma proprio per la sua fisionomia è molto lento nella rivalutazione ma estremamente costante.

Si tratta quindi un investimento che si apprezza sul lungo periodo…
Sì, decisamente. Parliamo di un arco temporale dai 5 anni in poi: il decennio è il percorso ideale per gli investimenti in diamanti. In questi mesi, anche alla luce dell’attuale contesto di mercato, l’investimento in diamanti sta prendendo sempre più piede.

Quali sono le ragioni di questa crescita dell’interesse da parte degli investitori?
Certamente c’è una consapevolezza sul diamante che fino a ieri non avevamo: sono state portate al livello della gente comune, della massa degli investitori, quelle informazioni basilari che consentono una valutazione corretta di questo tipo di investimento. Tutte queste informazioni, che fino a qualche tempo fa erano di esclusivo uso dei tecnici e degli operatori di mercato, oggi sono molto più alla portata di tutti, e questo ha avvicinato il diamante a una platea sempre più vasta di investitori.

È un investimento adatto anche agli investitori retail, in un’ottica di tutela del patrimonio?
Si tratta di un investimento destinato soprattutto al retail, perché soddisfa soprattutto le esigenze del piccolo risparmiatore, che cerca di autogestire il proprio patrimonio. E’ un investimento che dà delle soddisfazioni in un’ottica di tutela del patrimonio e ed è quello che si avvicina di più a delle certezze, in un mercato in cui le certezze scarseggiano. Proprio per la sua fisionomia, per come è fatto il prezzo e per come è fatto il mercato, il diamante è un investimento decisamente ricco di certezze.

In cosa differisce il diamante dagli altri beni rifugio?
La principale differenza consiste nel fatto che parliamo di una materia prima che ha un listino controllato da due holding, che sono le due società che estraggono la materia prima nel mondo e controllano che non avvengano speculazioni particoalri in questo mercato. In che modo? Gestendo le quantità di prodotto che vengono immesse sul mercato e controllando che i flussi non siano diretti verso pochi investitori, ma che invece vengano proposti a un mercato un po’ più ampio. Un altro vantaggio è il fatto che questa è una materia prima che col tempo andrà esaurendosi, per cui le estrazioni sono destinate a essere sempre più oculate e lente. In base alle nostre informazioni, le miniere di diamanti stanno andando verso l’esaurimento.

A maggior ragione, quindi, l’investimento si apprezzerà…
Esattamente. Prevediamo da 10 anni in poi una forte rivalutazione di questa materia prima, tanto è vero che uno degli estrattori principali al mondo ha cominciato a sviluppare il diamante sintetico, e questo secondo me è il segnale che la carenza di materiale naturale è molto forte.

Qual è il ruolo dei consulenti finanziari in questo tipo di investimento?
Il consulente finanziario ha modo di proporre questo tipo di prodotto al suo cliente e secondo me è il trait d’union tra noi, esperti di settore, e il cliente finale. Il consulente può essere l’interlocutore che garantisce e valuta prima, in maniera più tecnica, la salvaguardia del patrimonio del cliente attraverso l’investimento diamante.

In questo tipo di investimento la trasparenza ha un ruolo fondamentale. Come agisce Dsc Investment?
Per dare trasparenza al prodotto noi forniamo dei dati ben precisi in partenza. Esiste un listino internazionale al quale noi ci riferiamo, il Rapaport di New York, e questo ci guida sia nei prezzi di partenza che di disinvestimento. Questo ci permette di fare dei prezzi basati sul prezzo della materia prima e il Rapaport è l’elemento che ci contraddistingue. La nostra azienda non fa un listino prezzii, ma è il mercato che ce lo fornisce ogni venerdì. Le nostre valutazioni sono le stesse, pratichiamo solo il cambio da dollaro a euro.

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