Reddito fisso: occhi puntati sui T-bond

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di Finanza Operativa 30 Maggio 2018 | 10:00

A cura di Pictet Am
Dopo aver sottopesato le obbligazioni per gran parte dello scorso anno, siamo stati indotti ad aumentare la nostra posizione sulla classe di attivi, portandola a neutra, dall’incremento stabile dei rendimenti dei Treasury decennali in un momento in cui i nostri indicatori anticipatori hanno sollevato perplessità sulle prospettive della crescita globale.
Ciò non vuol dire che crediamo che l’economia si rigiri, ma solo che il divario tra sondaggi sul sentiment finora molto ottimistici e dati economici sottostanti più moderati sta cominciando a colmarsi. Potrebbe essere il segnale che i due stanno di nuovo tornando ad un andamento sincrono.  Oppure, che la crescita ha raggiunto il suo livello massimo.
Se quest’ultimo fosse il caso, sarebbe giustificato attendersi un ripensamento da parte della Fed sul ritmo del suo ciclo di restringimento della politica monetaria; e la soglia per rallentare il tasso al quale aumenta il costo del denaro appare più bassa rispetto a quella per modificare i tempi e le dimensioni della riduzione del bilancio.
L’aumento dei rendimenti dei Treasury decennali del 3% per la prima volta dal 2014 – trainato da un robusto mercato del lavoro negli USA, salari in crescita, inflazione in risalita e fattori tecnici come l’offerta di titoli di Stato statunitensi e la riduzione del bilancio della Fed – si sta già facendo sentire in alcuni settori dell’economia sensibili ai tassi d’interesse. Il programma della spesa fiscale del Governo statunitense probabilmente mitigherà parte del restringimento operato dalla Fed, ma non lo invertirà completamente. Se la Fed intende ricalibrare il ritmo del restringimento, crediamo che il segmento a cinque anni della curva dei Treasury sia il più interessante.
Vale anche la pena di ricordare che i movimenti di breve termine dei Treasury USA decennali sono più correlati con l’attività economica globale, al momento meno solida, che con lo stato dell’economia statunitense, ancora robusta.
Nell’ambito del debito sovrano, abbiamo ridotto la nostra posizione di sottoponderazione sulle obbligazioni di Stato svizzere, portandola in linea con la nostra posizione sul debito governativo dell’eurozona, in quanto entrambe presentano fondamentali simili.
L’area più interessante nel reddito fisso rimane il debito in valuta locale dei mercati emergenti, seguito dai Treasury statunitensi.
Sul fronte valutario, abbiamo ridotto la posizione sull’euro portandola da neutra a sottoponderata, in base alla nostra opinione che il dollaro sia destinato ad un nuovo rally. Opinione fondata sul pensiero che i differenziali dei tassi d’interesse continueranno a favorire il biglietto verde. Il rendimento del Treasury USA decennale protetto contro l’inflazione è allo 0,85%, prossimo al livello massimo degli ultimi cinque anni. Per contro, i rendimenti reali nell’eurozona sono sempre più negativi, in quanto l’inflazione è in aumento nella regione della moneta unica. Inoltre, i dati suggeriscono che gli investitori speculativi hanno portato il mercato a diventare molto lungo sull’euro rispetto al dollaro.

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