Due “S” a confronto: Spotify vs Snapchat

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di Finanza Operativa 30 Maggio 2018 | 14:30

A cura del Centro Studi di Capital.com

Snapchat è un servizio di messaggistica istantanea la cui caratteristica è che i messaggi inviati alla piattaforma, in forma di foto, con testo in sovraimpressione, possono essere visualizzati per dieci secondi, dopodiché spariscono. L’App è stata lanciata nel 2012 e, al momento della sua IPO, contava più di 100 milioni di utenti attivi.

Spotify è un servizio di audio-streaming che permette di ascoltare musica legalmente, con la possibilità di essere utilizzato gratuitamente o con l’iscrizione premium. La società è stata fondata in Svezia nel 2006. Il servizio è disponibile negli Stati Uniti, nella maggior parte dei Paesi europei, in alcuni Stati asiatici, in Australia e Nuova Zelanda. Il numero degli utenti attivi supera i 157 milioni, di cui 71 milioni a pagamento. Se applichiamo la metrica dei social network a Spotify per calcolare il valore di una singola utenza, un utente di Spotify potrebbe valere circa 188 dollari. Per esempio, facendo un confronto con Facebook, la cui capitalizzazione ammonta a 476 miliardi di dollari e il cui totale delle utenze attive ammonta a 2,2 miliardi, il valore del singolo utente di Facebook risulta pari a 216 dollari.

Quotazioni

Snapchat ha lanciato una IPO (Initial Public Offering) il 2 marzo 2017 sulla Borsa di New York. Al momento dell’offerta pubblica iniziale, l’intera società aveva un valore di 24 miliardi di dollari. Prima di emettere le azioni, Snap, Inc. ha definito il prezzo per i suoi titoli entro una forchetta compresa fra i 14 e i 16 dollari. Il valore di questa IPO è stato il maggiore nei due anni precedenti al 2017.

Spotify è una delle maggiori società tecnologiche ad aver offerto le proprie azioni in Borsa nell’ultimo anno. Durante il collocamento, la società è stata quotata 29,5 miliardi di dollari, per un numero totale di poco superiore a 178 milioni di azioni.

Rendimento dopo la quotazione

Le azioni di Snap, Inc., proprietaria di Snapchat, dopo il primo round di IPO sono cresciute del 50% fino a raggiungere il valore di 25,5 dollari per azione rispetto ai 17 dollari della IPO. Le negoziazioni sul titolo Spotify (col nome SPOT) sono iniziate a 165,9 dollari per azione. Tale quotazione era superiore del 25,7% rispetto al valore precedentemente stimato di 132 dollari. Di conseguenza, il valore di Spotify è aumentato dai previsti 23,5 miliardi a 29,5 miliardi di dollari. Osserviamo ora il rendimento del primo mese. Snapchat ha perso più del 15% del prezzo delle azioni durante il primo mese, e fino ad ora ha perso più della metà del suo valore dalla data dell’IPO, a causa di performance non positive e reazioni negative da parte degli utenti agli aggiornamenti dell’applicazione. Spotify ha incrementato il proprio valore, durante il primo mese, di più del 10%.

Qual è la differenza?

Mentre Snapchat ha emesso nuove azioni al fine di eseguire la IPO, Spotify ha deciso di vendere le azioni esistenti e di attivare il cosiddetto ‘processo di quotazione diretta’ (DLP, Direct Listing Process).
La differenza significativa fra DLP e IPO è che, in caso di quotazione diretta, la società non attira finanziamenti aggiuntivi, non organizza road-show per gli investitori, non coinvolge banche d’affari nel ruolo di underwriter, né stabilisce un periodo in cui gli attuali azionisti non possano vendere azioni.
Il principale vantaggio di questo approccio è la riduzione dei costi. La startup non deve così pagare la banca che organizza la IPO, la cui commissione può arrivare dal 2% fino all’8%. Per questo le DLP sono spesso utilizzate da piccole startup.

Le quotazioni dirette, tuttavia, comportano maggiori rischi. Quando viene lanciata una IPO, le banche di investimento aiutano la società a cercare acquirenti di azioni, o acquistano esse stesse i titoli per poi rivenderli agli investitori. Di norma gli organizzatori garantiscono anche un volume minimo di vendite di azioni al loro prezzo originario e acquistano loro stessi i titoli, in caso di eccessiva domanda.

Permettendo agli azionisti di vendere liberamente azioni dal primo giorno di quotazione, Spotify si è esposta al rischio di un’elevata volatilità del titolo. Un fatto interessante, rilevato da Bloomberg, è che la quantità di azionisti che hanno posto in vendita le proprie azioni durante la DLP si è stata inferiore alle aspettative. Solo 5,6 milioni di azioni hanno cambiato proprietà al prezzo di apertura della quotazione e circa 30,5 milioni di titoli sono stati venduti il primo giorno.

È interessante sottolineare che grazie a Capital.com è stato possibile iniziare a fare trading di Cfd su SPOT sin dall’inizio della sua quotazione. Secondo i dati di Capital.com, nel giorno della quotazione di Spotify, gli utenti della piattaforma hanno aperto il 70% di posizioni long sul mercato.

Capital.com supporta tutte le maggiori quotazioni, è aggiornato sulle IPO più recenti e offre più di mille strumenti quotati sulla piattaforma. I vantaggi di fare trading di Cfd con Capital.com includono conti separati, protezione e sicurezza dell’account e servizi di broker regolati da un’autorità finanziaria.

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