Banche – BPM, i primi effetti del dopo-Mazzotta

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di Cosimo Baccaro 30 Aprile 2009 | 14:45
E’ stata una settimana ricca di eventi quella che ci lasciamo alle spalle. Le trimestrali hanno dato importanti segnali sulla salute delle banche . Nel mercato italiano ha tenuto banco il caso BPM.

Settimana corta ma densa di avvenimenti quella che si appresta a finire per lasciare spazio al lungo week-end del primo maggio. I primi due giorni sono stati dominati dalle trimestrali delle banche europee, i rumors sugli stress test americani e le manovre intorno a Intesa Sanpaolo (articolo Utile per Deutsche. Contromanovre su Intesa).

Ma in Piazza Affari a catalizzare l’attenzione c’è l’accordo Fiat-Chrysler, che tutti danno ormai per fatto e che il presidente americano Obama dovrebbe ufficializzare nel tardo pomeriggio qui in Italia. Lo S&P Mib oggi è in territorio positivo trascinato in particolar modo dai bancari, soprattutto [s]Intesa Sanpaolo[/s] che guadagna sulla scia delle parole di [p]Corrado Passera[/p] che ha dichiarato di aspettarsi un utile per il 2009 e forse anche il ritorno al dividendo.

E’ Fiat però ad avere addosso tutti i riflettori degli investitori, per ovvie ragioni. Il titolo perde, ma ha contribuito a tenere altissimo il volume degli scambi nel listino italiano.
Sul versante americano l’accordo tra le due case automobilistiche, insieme ai tanto temuti risultati degli stress test, contribuiscono a rendere gli investitori nervosi. La Chrysler ha fra i suoi creditori 4 delle maggiori banche americane: JP Morgan Chase, Citigroup, Goldam Sachs e Morgan Stanley.

Queste banche, insieme agli altri creditori, hanno firmato un accordo con il governo americano che prevede la rinuncia a ben 6,9 miliardi di dollari di crediti in cambio di 2 miliardi in contanti. Questa pesante svalutazione degli attivi per i colossi bancari citati, unitamente alla crisi finanziaria che già li ha provati pesantemente, stanno mettendo a dura prova la fiducia degli investitori. Fino ad ora il loro valore borsistico ha tenuto, ma si teme un crollo all’ufficializzazione dell’accordo.

In Italia, oltre a Fiat, ha suscitato interesse il caso [s]BPM[/s]. Nei giorni scorsi la sfida tra i due candidati alla poltrona di presidente della Banca Popolare di Milano è stata vinta da [p]Massimo Ponzellini[/p] a scapito del contendente [p]Roberto Mazzotta[/p]. Si è fatto un gran parlare di questa assemblea, con livelli di partecipazione altissimi. Alla fine l’ha spuntata Ponzellini, presidente anche di Impregilo, che ha deciso di tenere entrambi gli incarichi dichiarando che le due cariche non sono in conflitto fra loro.

Analizzando il grafico sull’andamento del titolo year-to-date, dall’inizio dell’anno si nota come il titolo abbia avuto un andamento altalenante. Dall’inizio dell’anno BPM ha toccato i suoi massimi, per poi iniziare un lento e inesorabile declino fino a scendere sotto quota 3 euro all’inizio di marzo in concomitanza dell’esplosione della crisi. Una volta toccato i minimi, il titolo ha iniziato una lenta ripresa che lo ha riportato sui livelli di inizio anno. Focalizzandoci nel periodo pre e post assemblea, ci accorgiamo che la quota massima, 5 euro, BPM l’ha toccata proprio il 27 aprile cioè nella data in cui è stata effettuata la votazione e l’elezione del nuovo presidente.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche Börse (XETRA) 70,17 EUR 3,24%
American Express NYSE 24,95 USD 3,31%
Axa EURONEXT 11,57 USD 3,72%
Azimut BORSA ITALIANA 5,22 EUR 1,16%
Banca Generali BORSA ITALIANA 3,32 EUR 3,03%
Bank of NY Mellon NYSE 26,65 USD 6,90%
Barclays LSE 15,54 USD 14,69%
BlackRock NYSE 151,03 USD 2,85%
BNP EURONEXT 39,00 EUR 6,07%
BPM BORSA ITALIANA 4,33 EUR 1,23%
Citigroup Inc NYSE 3,12 USD 7,96%
Credit Agricole EURONEXT 10,65 EUR 5,50%
Credit Suisse Group SWISS MARKET EXCHANGE 43,90 CHF 2,67%
Deutsche Bank Deutsche Börse (XETRA) 40,96 EUR 1,26%
Dexia EURONEXT 3,81 EUR 2,42%
Fortis EURONEXT 1,78 EUR -5,52%
FT Inv. NYSE 60,04 USD 2,95%
Goldman Sachs NYSE 127,18 USD 5,40%
Henderson LSE 88,00 GBp 3,53%
HSBC Investments LSE 465,25 GBp 1,81%
ING EURONEXT 6,49 EUR 10,20%
IntesaSanpaolo BORSA ITALIANA 2,30 EUR 2,45%
Invesco NYSE 14,88 USD 9,41%
Janus Capital Group NYSE 9,90 USD 6,45%
Jp Morgan NYSE 34,48 USD 5,15%
Julius Baer SWISS MARKET EXCHANGE 36,52 CHF 1,56%
Legg Mason NYSE 19,73 USD 7,40%
Man Group LSE 246,75 GBp 3,79%
Mediobanca BORSA ITALIANA 8,41 EUR 3,06%
Mediolanum BORSA ITALIANA 3,33 EUR 5,55%
Morgan Stanley NYSE 23,07 USD 9,44%
Montepaschi Siena BORSA ITALIANA 1,24 EUR 1,06%
Natixis EURONEXT 1,77 EUR -0,84%
Nordea bank OMXNORDICEXCHANGE 58,40 SEK 9,57%
Raiffeisen wienerborse 24,50 EUR 0,82%
Schroders LSE 801,50 GBp 1,91%
Skandia (Old Mutual) LSE 63,70 GBp 6,17%
State Street NYSE 34,30 USD 2,39%
Ubs SWISS MARKET EXCHANGE 15,08 CHF 5,97%
Unicredit BORSA ITALIANA 1,86 EUR 1,64%

Dati di chiusura del 29 aprile 2009, fonte Bluerating.com;

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