L’oro torna in auge come bene rifugio in scia a timori su dazi Usa e Italexit

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di Finanza Operativa 7 Giugno 2018 | 12:30

 a cura di Etf Securities

Gli ETP sull’oro hanno raccolto la maggior parte dei flussi, incamerando 122,7 milioni di USD, il livello più elevato in 33 settimane. Una settimana turbolenta sul fronte della politica italiana, abbinata all’aumento dei dazi commerciali statunitensi, ha favorito un’inversione di tendenza rispetto alle due precedenti settimane di deflussi dagli ETP sull’oro. I timori per un ritorno alle urne in Italia innescati dalla bocciatura del candidato al ruolo di Ministro dell’economia e delle finanze da parte del Presidente Sergio Mattarella hanno ampliato lo scarto tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, che è salito a 250 punti base (pb), il livello più alto dall’ottobre 2013. I prezzi dell’oro hanno seguito le fluttuazioni dello spread tra i titoli italiani e tedeschi, che per un periodo ha superato i 300 pb. Tuttavia, in un incredibile rovescio di fortune politiche verso la fine della settimana, il Movimento 5 Stelle e la Lega sono riusciti a formare un governo in extremis, ottenendo l’approvazione del Presidente della Repubblica.

Per quanto la nomina nel nuovo governo sia stata accolta nell’immediato da una reazione di sollievo, i mercati rimangono sulle spine in quanto il nuovo esecutivo italiano ha già inaugurato una stagione di conflitti con l’UE. Al contempo, l’incertezza legata alle tensioni commerciali è tornata in primo piano, eclissando i dati economici favorevoli pubblicati negli Stati Uniti. Stando ai dati sull’occupazione resi noti venerdì, i posti di lavoro nel settore non agricolo hanno registrato un aumento superiore alle attese (+223.000 unità), mentre la crescita dei salari è salita al 2,8%, il livello più elevato dal 2009, segnalando rischi crescenti d’inflazione. Ciò crea i presupposti per ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, che dovrebbero tenere i prezzi dell’oro sotto controllo poiché la prossima riunione avrà luogo tra due settimane. “Ciò detto, le quotazioni aurifere sembrano beneficiare maggiormente dall’escalation delle misure protezionistiche ritorsive innescate dall’entrata in vigore, la scorsa settimana, dei dazi statunitensi sulle importazioni di acciaio e alluminio.

Gli ETP sull’argento hanno subito deflussi per 7,4 milioni di USD a causa delle prese di profitto, in controtendenza rispetto all’impennata degli afflussi della scorsa settimana”, ha dichiarato Massimo Siano, Co-Head of Southern Europe Distribution presso WisdomTree.

Gli ETP sul panieri diversificati hanno registrato flussi positivi per 46 milioni di USD la scorsa settimana, i più elevati delle ultime 13 settimane. “Gli ETP su ampi panieri di materie prime con un orizzonte di lungo periodo attirano interesse a fronte dell’apparente rotazione degli investitori verso l’asset class”, ha osservato Siano. 

I flussi relativi agli ETP sul settore energetico hanno evidenziato un andamento divergente. “Gli ETP su panieri di commodity dell’energia hanno beneficiato di afflussi per 23,1 milioni di USD, i più elevati dal dicembre 2015. Gli ETP su greggio, per contro, hanno subito disinvestimenti del valore di 10,1 milioni di USD, che hanno prolungato i deflussi per l’ottava settimana consecutiva”, ha rilevato Siano. 

Dopo due settimane di flussi positivi, gli ETP sul rame hanno registrato rimborsi per 12,2 milioni di USD a causa delle prese di profitto. La scorsa settimana i timori per le interruzioni dell’offerta hanno spinto al rialzo i prezzi del metallo rosso dell’1%. Contrattazioni collettive sui salari sono attualmente in corso alla miniera di Escondida in Cile, e l’esito è altamente imprevedibile poiché si prevede che le richieste del sindacato saranno superiori a quelle dello scorso anno. Nel 2017 questa miniera è stata protagonista dello sciopero più lungo della storia del settore estrattivo cileno, con blocchi significativi della produzione.

Inoltre il governo dello stato del Tamil Nadu in India ha ordinato la chiusura della fonderia di rame Sterlite di Vedanta, della capacità di 400 mila tonnellate, a causa di apprensioni per l’impatto ambientale. “Benché non si sappia se si tratti di un provvedimento di natura permanente, la chiusura della fonderia Sterlite mette a rischio l’1,7% dell’offerta mondiale di rame. Da parte loro, i dati economici favorevoli provenienti dagli Stati Uniti (indice ISM manifatturiero) e dalla Cina (indice PMI) hanno contribuito ad alleviare i timori legati alle tensioni sindacali”, ha detto Siano.

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