ItForum, Chelli (Lyxor): “La nostra gamma di Etf è multitasking”

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di Finanza Operativa 14 Giugno 2018 | 14:30

“Accesso ai mercati, ma anche protezione dei portafogli e tema dei costi sono sempre più al centro delle riflessioni di tutte le tipologie di investitori. In quest’ottica, gli Etf, per loro natura, si rivelano particolarmente adatti nell’attuale contesto di mercato caratterizzato da grande incertezza ed ampia volatilità“. Ad affermarlo è Marcello Chelli, referente per i Lyxor Etf in Italia, che introduce le tematiche della conferenza della società transalpina in programma venerdì 15 giugno dalle 10,45 alle 11,45 nella sala Porto. “Oltre ad essere poi strumenti per accedere ai mercati in maniera semplice, liquida e a basso costo – spiega Chelli – gli Etf rappresentano sempre più una pietra miliare nelle strategie di protezione del portafoglio e vengono utilizzati in maniera crescente in ottica strategica”.

Non solo. “La recente crisi politica italiana – aggiunge Chelli – ha accresciuto ulteriormente l’interesse degli investitori per gli Etf short e double short (quindi con leva inversa e doppia inversa) su titoli di Stato italiani e tedeschi, già molto utilizzati da chi è interessato a difendere la parte obbligazionaria del portafoglio dal rischio di rialzo dei tassi“. Attenzione però avverte l’esperto: “Queste tipologie di Etf vanno impiegate con estrema cautela da parte degli investitori, in quanto espongono al rischio del cosiddetto “compounding effect” e poiché la presenza della leva può amplificare consistentemente l’impatto sul capitale investito”. Tuttavia, va sottolineato, consentono di sfruttare determinati movimenti di mercato in un’ottica di trading, beneficiando dell’effetto moltiplicativo della leva.

Lyxor è pioniere e leader nel campo di questi strumenti, con una gamma di sei Etf legati al Bund tedesco, al Btp italiano e al Treasury Usa, che oggi vanta un patrimonio gestito di circa due miliardi di euro. In particolare, lo strumento con il patrimonio più consistente è il Lyxor Bund Daily -2x Inverse Ucits Etf, con un miliardo di euro.

“Questi fondi però – evidenzia Chelli – non sono gli unici che possono essere impiegati da chi vuole coprirsi dal rischio di rialzo dei tassi in Europa e negli Usa: gli Etf su Bond a tasso variabile o High Yield a bassa duration rappresentano infatti altre soluzioni valide e sempre più impiegate. E la gamma di Etf di Lyxor quotati a Piazza Affari offre la possibilità di approcciare in questi modi sia il mercato obbligazionario europeo che quello americano (in questo secondo caso gli Etf di Lyxor offrono anche la possibilità di neutralizzare il rischio di cambio Euro/Dollaro)”.

Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è poi quello dei costi degli strumenti: “La proliferazione di nuovi fondi, ma soprattutto l’avvento di MiFID II – sostiene Chelli – indurranno gli investitori finali e gli intermediari a guardare con sempre maggiore attenzione gli Etf. E di per sé già concorrenziali rispetto ai fondi attivi, anche gli Etf hanno visto i costi di gestione abbassarsi sempre più nel corso del tempo“. In questo scenario, Lyxor ha presentato la gamma dei suoi ETF “Core”, composta in Italia da 11 strumenti caratterizzati da costi estremamente contenuti che vanno da un minimo di 0,04% a un massimo di 0,12%. “Mediamente – sottolinea Chelli – questi prodotti sono del 38% più economici rispetto agli altri strumenti disponibili sul mercato”. Gli Etf della gamma “Core” targati Lyxor sono tutti a replica fisica e senza prestito titoli (per evitare il relativo rischio di controparte). Questi strumenti, inoltre, consentono di esporsi ad indici ampi e diversificati come Morningstar UK e Morningstar US (con TER di 0,04%), Msci Japan (con TER di 0,12%) e Msci World (con TER di 0,12%), oltre che su primari indici azionari europei (Euro Stoxx 50, Euro Stoxx 300, Stoxx Europe 600 e Msci Emu) e su indici obbligazionari su titoli di Stato USA sia legati all’inflazione (Tips), sia nominali (US Treasury con varie scadenze). “Riteniamo poi – conclude Chelli – che le caratteristiche degli Etf “Core” attireranno sempre più l’interesse di Unit Linked e Gestioni Patrimoniali e, ovviamente, dei Fondi e degli investitori istituzionali”.

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