Titoli azionari energetici, in arrivo probabile aumento dei dividendi

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di Finanza Operativa 21 Giugno 2018 | 14:00

A cura di Norman Villamin, CIO Private Banking di Union Bancaire Privée

A maggio i mercati azionari mondiali hanno mostrato una buona tenuta in considerazione del conflitto commerciale USA-Cina in corso, della crisi politica in Italia, delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dei dati economici contrastanti. La forte crescita degli utili, in particolare negli Stati Uniti, dovrebbe rimanere un importante elemento di supporto per i mercati azionari, ma l’aumento dei conflitti commerciali e/o la delusione per i dati macroeconomici potrebbero portare a un’ulteriore compressione dei multipli.

Dopo la forte performance assoluta e relativa dall’inizio dell’anno, abbiamo preso profitto da parte del nostro sovrappeso nel settore dell’energia. I fondamentali per il settore rimangono positivi, sebbene domanda e dell’offerta di petrolio potrebbero subire una flessione e l’impatto delle sanzioni potrebbe essere sopravvalutato dagli investitori. Continuiamo a preferire le compagnie petrolifere integrate europee rispetto a quelle statunitensi. Per quanto riguarda le prime, i progetti a lungo termine avviati nel periodo 2011-2013 sono in corso di attuazione e determineranno un’accelerazione della crescita della produzione, con il flusso di cassa generato oggi con il prezzo del petrolio a 70 dollari al barile che è superiore a quello registrato nel 2014, quando il greggio aveva raggiunto i 100 dollari al barile. Tutto ciò è di buon auspicio per un aumento dei dividendi distribuiti agli azionisti.

Infine, i mercati emergenti hanno risentito dell’apprezzamento del dollaro nel mese di maggio. Tuttavia, le valutazioni di questi mercati appaiono interessanti rispetto ai mercati sviluppati, soprattutto alla luce del forte tasso di crescita degli utili atteso. Inoltre, le politiche monetarie nei mercati emergenti dovrebbero continuare a sostenere le azioni di queste economie.

 

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