Selezione tra i settori azionari europei

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di Finanza Operativa 21 Giugno 2018 | 18:30

A cura di Hartwig Kos, Cohead of Multiasset, Syz AM
Esaminando l’orientamento per le azioni, il nostro approccio in passato è stato quello di detenere beta nel portafoglio privilegiando le componenti più cicliche dell’universo azionario, con differenze relativamente minori tra aree  geografiche. Questo approccio sta cambiando. Sebbene l’orientamento positivo sui settori ciclici come l’energia o le banche negli Stati Uniti e in Europa rimanga intatto, stiamo trovando sempre più opportunità nelle componenti più difensive dell’universo azionario.
Il settore sanitario in Europa – in particolare i titoli farmaceutici – sta acquistando sempre di più un ottimo valore. Nel passato, il settore era considerato difensivo e molto caro. In effetti, nel 2014 e nel 2015, il segmento farmaceutico veniva scambiato a quasi cinque punti di premio rispetto al mercato in generale. Tuttavia, negli ultimi 24 mesi, con i rendimenti delle obbligazioni che hanno iniziato a salire, i titoli farmaceutici hanno registrato un cambiamento di rating sostanziale rispetto alle azioni europee in generale.
Il settore chiaramente non è conveniente, senza ombra di dubbio, ma si trova molto più vicino al fair value ora rispetto a quanto osservato da tempo. Inoltre, il sentiment verso il settore e le revisioni degli utili sono risalite significativamente nel corso degli ultimi mesi.
Avendo preso una maggior sicurezza con i rendimenti delle obbligazioni e con le attuali previsioni sui tassi d’interesse, i titoli farmaceutici offrono alcune caratteristiche molto favorevoli per un portafoglio, come un basso livello di indebitamento rispetto al capitale, e dei tassi di crescita sostenibili ed elevati. Infine, possedere titoli farmaceutici può contribuire ad avere un portafoglio meno ciclico/ più difensivo.
Un altro importante cambiamento avviene anche nelle nostre preferenze regionali. Le azioni giapponesi e dell’eurozona sono state entrambe declassate, da lieve preferenza a lieve avversione, mentre le azioni del Regno Unito e degli Stati Uniti rimangono come lieve preferenza. Il cambiamento tra Stati Uniti ed Europa è particolarmente  significativo. Vi sono tre considerazioni alla base di questo cambiamento di atteggiamento. In primo luogo, la relativa resilienza dell’economia statunitense rispetto a quella europea. Nel corso degli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno continuato a mettere a segno dei solidi dati economici, mentre abbiamo assistito a una maggiore discontinuità nei dati pubblicati sull’Europa, che generano una maggiore possibilità di volatilità nelle azioni europee. Inoltre, le valutazioni azionarie sono migliorate negli Stati Uniti, mentre sono peggiorate in Europa.
Infine il tasso di cambio EUR/USD è tornato a quota 1,18, dopo aver raggiunto quota 1,25 nel mese di gennaio di quest’anno. Questa forza del dollaro statunitense era in un certo qual modo attesa, ma riteniamo che sia temporanea e che la debolezza nel dollaro probabilmente riprenda nei prossimi mesi, rappresentando un modesto fattore positivo per le azioni statunitensi, e allo stesso tempo un evidente fattore negativo per le azioni europee.

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