Come gestire le perdite e usare lo stop loss in modo efficace

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di Finanza Operativa 25 Giugno 2018 | 12:00

A cura di Capital.com
Sapere quando uscire è un’abilità di vitale importanza. Quando si parla di trading e di investimenti, un’uscita sicura è, solitamente, il risultato combinato di giudizio e fortuna.
Esistono però alcuni strumenti che possono essere d’aiuto, come gli ordini con stop loss. Impiegare tempo per capire come usarli in modo intelligente può migliorare in modo significativo le performance di trading. Senza contare che, lasciando passare del tempo, cresce la possibilità che il mercato torni a favore del trader.
Attenzione, però, a non fare un cattivo uso dello stop loss, come a volte succede ai trader che assumono bias negativi nel momento in cui iniziano a perdere. Ecco alcuni errori comuni:

  • Posizionare gli stop troppo vicini, impedendo così la volatilità del prezzo dell’asset.
  • Il prezzo si muove al contrario delle previsioni e lo stop loss si attiva prima che il prezzo torni indietro. Questo può risultare in una perdita di profitto.
  • Fissare uno stop loss distante, ma chiudere la propria posizione prima che questo entri in azione. In questo caso il prezzo non raggiunge mai il livello di stop loss prefissato e non si riscontrano perdite, ma, se si avesse aspettato che il prezzo raggiungesse lo stop loss, probabilmente si avrebbe ottenuto un profitto.
  • L’andamento del trading inizia a muoversi come previsto. La tentazione è di spostare il proprio stop loss al punto in cui si è entrati così che, nel peggiore dei casi, si chiuda in pareggio. In questo modo si rischia di spostare lo stop loss troppo presto, prima che l’intervallo fra il pareggio e il prezzo attuale si sia esteso a sufficienza. Il prezzo fluttua lievemente indietro e lo stop loss si attiva, impedendo così qualsiasi profitto.
  • Cambiare idea sulla posizione dello stop loss nel momento in cui il prezzo si avvicina e rendere quindi l’intervallo più ampio.
  • Quando si è in perdita e il prezzo si avvicina al proprio stop loss, spesso si sceglie di farlo avvicinare ulteriormente e cancellare l’ordine di stop loss.

 
Nel caso in cui si riconoscano le proprie abitudini in uno di questi scenari, si consiglia di prestare attenzione, perché è probabile che i bias cosiddetti di loss aversion influenzino una performance. Ognuno di noi è affetto da alcuni di questi bias e per questo motivo spesso il nostro trading si complica.

La loss aversion nel trading si manifesta nell’avere difficoltà ad abbandonare una cattiva posizione. Si valuta l’idea di aspettare più tempo, si spera che il prezzo torni indietro, si pensa anche alla fiducia che si ha della persona che ha consigliato di assumere una certa posizione e, soprattutto, speriamo di avere indietro i soldi (a volte chiamati ‘refund-itis’). Le normative sui diritti dei consumatori e il trading non vanno d’accordo.
Ma c’è dell’altro: seguendo queste tendenze, difficilmente si daranno chance a nuove opportunità, ovvero a strategie di trading che rendono profitti. Quindi, come contrastare questi loss aversion bias usando correttamente gli stop loss?
 

Padronanza del mercato – le perdite sono normali

Prima di tutto, un promemoria: perdere fa parte del piano (e tutti i bravi trader hanno un piano). Inoltre, ogni buon trader ha bisogno di volatilità e quindi di rischio. Senza, il trading non esisterebbe. Tutti i trader perdono, a volte.
Padroneggiare questa trappola psicologica insegna a gestire molte delle situazioni che si presentano quando si fa trading. Se proprio non si riesce a sopportare l’idea di perdere regolarmente, spesso in modo aggravato dalla leva, è meglio fare i conti con se stessi.
Tenendo presente questo avvertimento, scopriamo ora in quali modi tenere sotto stretto controllo le perdite e allo stesso tempo essere consapevoli dei loss aversion bias che potrebbero condurci nella direzione sbagliata. Secondo molti trader questi bias causano passività e inattività, e per questo devono essere sconfitti.
 

Stop loss orders – a cosa servono e come usarli

Lo scopo di uno stop loss è di aiutare a preoccuparsi meno della volatilità. Se il prezzo di un’azione crolla sotto un certo limite da noi fissato, viene automaticamente ordinata la vendita o, al contrario, l’acquisto.
Il vantaggio risiede nel non dover pensare a come gestire questo processo mentre il trading è attivo e sil trader è coinvolto emotivamente. Questo processo di gestione del rischio è alla base della gestione efficace delle perdite e contrasta qualsiasi aversion bias.
Un ordine di stop loss è indispensabile in caso di eccessivo attaccamento emotivo ad una data performance e, per di più, agisce automaticamente.
Che uno stop loss venda ad un prezzo stabilito non è in ogni caso garantito. Il mercato può avere un’impennata, si muove velocemente, e un ordine di stop potrebbe non essere eseguito se a seguito di altri stop “sopra la linea” rispetto al tuo. Oppure, un ordine potrebbe essere troppo grande e potrebbe avere bisogno di essere eseguito manualmente.
Ricordiamo anche che alcune azioni (soprattutto quelle in cui la differenza fra domanda e offerta è alta) sono per natura più instabili.

Conoscere la matematica del pareggio

Il modo in cui gestiamo le perdite dipende da quanto è aggressivo o, al contrario, cauto il nostro stile di trading. Per i conservatori può essere difficile trarre vantaggio dalla vera volatilità di prezzo. Oppure, potrebbero fissare l’ordine di stop più in alto di quanto occorrerebbe.
Spostare uno stop loss quando l’oscillazione è a favore può rivelarsi una mossa saggia, a patto che non si abbia fretta di spostarla troppo presto o troppo in là.
Poniamo di avere un asset volatile che fluttua regolarmente del 5% in ogni direzione. Bisogna in questo caso stabilire lo stop loss al di fuori del range di una normale oscillazione di prezzo, almeno al 6% o più in alto, a seconda della propria attitudine al rischio.
Se il prezzo cresce in due o tre ondate, con prezzo medio del 4% sopra alla propria posizione di entrata, l’oscillazione standard del 5% trascinerà il possibile punto più basso sotto la posizione di entrata. La mossa più sensata consiste nel non spostare lo stop loss per il momento, oppure mantenerlo a un livello maggiore del 5% dal prezzo medio.
Il guaio, in questo caso, è se subentra la paura. È possibile che, vedendo un profitto sulla carta, credendo di poter pareggiare quel profitto ed evitare il rischio di perdere soldi, si muova il proprio stop loss troppo presto o troppo vicino al nuovo prezzo medio.
Se si sposta lo stop loss alla posizione di entrata, una normale oscillazione del 5% la innescherà e chiuderà il trading. Non ci sono perdite di soldi (si chiude in pareggio), ma si perde un’occasione di trading favorevole.
Esistono strumenti d’aiuto in casi come questi. Mentre uno stop loss ordinario può essere utilizzato, uno stop loss tracciato può seguire una crescita di prezzo. Verrà innescato unicamente dal margine prefissato. Questa può essere una buona strategia per chiudere in modo sicuro con profitto, oltre a contrastare la paura di perdere un guadagno.
 

Conoscere la propria oscillazione – posizionare lo stop loss ATR

Qual è il punto giusto per posizionare uno stop loss? Uno stop loss troppo lontano potrebbe causare perdite maggiori, mentre uno troppo vicino sbarrerebbe la strada a qualsiasi profitto. Per questo usare l’Average True Range (ATR) può essere d’aiuto.
Un dato ATR (di solito indicato dal tuo broker in una tabella) fornisce un numero per ogni periodo di tempo prefissato. Più che sulla direzione da prendere, un dato ATR dà informazioni sul grado di oscillazione di un asset (nonché sulla forza di queste oscillazioni entro un certo intervallo di trading). Solitamente un dato ATR è misurato su un periodo di tempo di circa 14 giorni.
Generalmente, più è alto il numero ATR, più è volatile l’ambiente di trading (e quindi più alto è anche il rischio).
Questo numero viene calcolato in base a tre diversi procedimenti. La maggiore distanza fra il picco positivo e quello negativo del giorno, la distanza fra il picco positivo di oggi e il prezzo di chiusura di ieri, e infine fra il prezzo di chiusura di ieri e il picco negativo di oggi.
L’ATR dà un’idea di cosa sia la volatilità storica di una azione. Per questo aiuta a fissare uno stop. Si decide a che percentuale far intervenire lo stop loss e lo si applica all’ATR così che calcoli il corretto intervallo.
È importante applicare una percentuale appropriata: la maggior parte dei trader consiglia di arrivare al massimo al 2%. Un’azione da 100 euro che sale o scende di 10 euro al giorno avrà bisogno di un ATR diverso rispetto a un’azione che oscilla quotidianamente di 1 euro.

Usando la stessa logica, alcune valute sono più volatili di altre.
Poniamo di fare un’operazione con l’euro e il dato ATR più recente ammonta a 120 punti. La prima cosa da fare è posizionare gli stop a una distanza fissa dal prezzo di entrata, secondo la propria strategia. In questo modo due ATR sarebbero 120 x 2 = 240. Questo è il valore di distanza dal prezzo di entrata o dalla linea di supporto su cui si è posizionato il proprio stop loss.
Se il proprio target di profitto era di 375 punti allora la propria percentuale di utile (profit ratio) si calcola come 375 : 240 = 1,56%, dove 1,56% è il limite di perdita (perfettamente entro il 2% di limite di perdita, tasse escluse).
Il numero ATR è utile in particolare per confrontare la volatilità su un range di strumenti diversi, oppure per confrontare la volatilità sullo stesso asset class, ad esempio euro-dollaro confrontati con yen-dollaro.
L’ATR si applica su una vasta gamma di opzioni stop and loss: forex, azioni, e molte altre. Si può riferire ad ogni range di trading, sia questo un breve intervallo di tempo nell’arco della giornata, o un periodo di molte settimane. Lo stile di trading di ognuno detta la percentuale da usare; i day traders la posizionano generalmente al livello inferiore.
L’utilità complessiva dell’ATR è di fornire una prova empirica e logicamente fondata per aiutare a capire a che livello posizionare uno stop loss. In altre parole, il dato ATR fornisce una prospettiva appianando i picchi positivi e negativi. In nessun caso, invece, un dato ATR è in grado di prevedere la direzione del mercato.
Un dato ATR aiuta pertanto a posizionare gli stop loss. Questo si rivela utile all’inizio della giornata, quando bisogna decidere a che livello fissarli, cioè a una determinata distanza dal punto di entrata. L’intento di ognuno è di creare l’opportunità per il mercato di muoversi nella propria direzione senza che venga fermato da eventuali perturbazioni del mercato.
È necessario però, e questo è un punto fondamentale, posizionare uno stop che superi ogni attaccamento emotivo alla performance. Un dato ATR è utile anche per confrontare i livelli di volatilità su una serie di strumenti finanziari o su diverse tipologie di strumenti dello stesso settore (Pharma vs Utilities; FTSE 100 vs FTSE 350).
Qualunque sia lo stop desiderato e qualunque sia il livello in cui si decide di fissarlo, l’importante è posizionarlo senza farsi influenzare dai bias.

Da ricordare:

  • È molto meglio mantenere fissi gli stop loss, ma allargare il proprio target. Quando si è sicuri del proprio stop si è in una posizione migliore per prendere una decisione sulla grandezza complessiva dell’operazione. Inoltre, uno stop più lontano non si traduce sempre in maggiore potenziale di perdite, dipende più da come la si pensa sul rapporto fra rischio e rendimento.
  • Posizionare uno stop loss non deve mai essere un gesto arbitrario. Deve essere fatto in relazione ai dati, siano questi punti di oscillazione o una media di oscillazione. È meglio non cambiare mai la posizione di uno stop loss in modo improvviso o arbitrario.
  • Il trading può essere un esercizio emotivo. Se si lascia spazio alle emozioni e alle propri bias cognitivi innati, a scapito di logica e razionalità, ne andrà della propria performance. Una buona gestione di trading si traduce anche in una buona gestione e protezione dalle perdite. Per questo motivo gli strumenti di stop loss sono vitali per raggiungere obiettivi a lungo termine.
  • Vincere e perdere sono lo yin e lo yang delle decisioni di trading di tutti i giorni. L’uno non può vivere senza l’altro. Ogni trader professionista perde, elabora queste perdite come esperienza e va avanti.
  • È importante avere sempre una strategia d’uscita e seguire sempre il proprio piano.

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